Épisodes

  • “Rubavo l'oro di mia madre per fumare cra*k nascosto in bagno” | Con Simone
    Oct 30 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    Fin dall'età di sei anni, Simone si è chiuso in un profondo mutismo, convinto da episodi traumatici e giudizi scolastici di essere nato con un grave deficit mentale.

    Per anni ha vissuto nel silenzio e nella vergogna, trovando nella co***na e nel cr**k l'unico anestetico capace di spegnere il suo dolore interiore.

    Un isolamento durato oltre un decennio, passato chiuso nella propria camera tra paranoie estreme, allucinazioni e rabbia verso la famiglia, prima di trovare la forza di rompere il silenzio e chiedere aiuto.


    In questo episodio Simone si racconta parlandoci di:


    • Il trauma del silenzio: L'episodio scioccante vissuto all'asilo e le parole di una maestra che lo hanno convinto di non poter memorizzare o apprendere, spingendolo a chiudere il cuore e a smettere di comunicare.
    • L'anestetico delle sostanze: L'avvicinamento al mondo delle droghe in adolescenza nel disperato tentativo di elemosinare affetto, sentirsi accettato e spegnere il proprio senso di inadeguatezza.
    • Il fondo del baratro e la paranoia: I tredici anni passati senza lavorare, sfruttando e incolpando i genitori dei propri fallimenti, fino ad arrivare a rubare i ricordi più cari della madre per comprare il crack, consumato di nascosto tra deliri e manie di persecuzione.
    • La caduta delle illusioni: L'ingresso in comunità a San Patrignano e la scoperta folgorante di non avere alcun limite cognitivo, riuscendo finalmente a studiare e a prendere la licenza media.
    • La rinascita e la nuova missione: Il percorso di introspezione successivo alla comunità, lo studio della meditazione e la trasformazione in terapeuta, per donare oggi agli altri quella voce e quell'ascolto che a lui sono mancati per una vita intera.


    Una testimonianza profonda e toccante, che ci ricorda come i traumi dell'infanzia possano creare gabbie invisibili, ma anche che non è mai troppo tardi per ritrovare la propria voce e trasformare il dolore in una missione per aiutare gli altri.


    🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify


    🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

    Afficher plus Afficher moins
    53 min
  • L'armatura di muscoli: diventare invulnerabili per sopravvivere ai traumi familiari | Con Ivan
    Oct 23 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    Segnato fin dall'infanzia dalla dipendenza da al**l e gioco d'azzardo del padre, Ivan ha scelto una strada diametralmente opposta per affrontare i propri demoni. Sviluppando il bisogno inconscio di diventare "forte" per proteggere la madre e il fratello, ha incanalato tutta la sua rabbia nel fitness e la perfezione fisica.

    L’amore per il fitness è poi diventato un'ossessione maniacale che lo ha portato sui palchi del bodybuilding professionistico, scendendo a compromessi con l'uso di sostanze anabolizzanti e spingendo il proprio corpo al limite estremo.


    In questo episodio Ivan si racconta parlandoci di:


    • Le ferite dell'infanzia: crescere nel terrore di un padre ludopatico e alcolista


    • L'ossessione per il controllo: l'allenamento e l'alimentazione vissuti in maniera estrema e totalizzante


    • Il compromesso del doping: l'ingresso nel mondo delle competizioni, l'uso di steroidi e anabolizzanti per superare la genetica e il mercato ombra che si nasconde dietro ai fisici statuari.


    • Il punto di rottura: la spaventosa diagnosi di un melanoma, vissuta come un segnale d'allarme decisivo per abbandonare l'agonismo estremo e riprendere in mano la propria salute.


    • I demoni del post-gara e il rapporto col cibo: la lotta contro il non accettarsi più con un corpo "normale", i disturbi alimentari vissuti come punizione e la complessa sfida quotidiana per trovare un vero equilibrio.


    🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify


    🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

    Afficher plus Afficher moins
    54 min
  • Pesavo 50 kg e vedevo i mostri: l'inferno della Meth in Thailandia” | Con Effe Effe
    Oct 16 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    Partito da un piccolo paese di provincia, Effe Effe (Fabio) ha vissuto una fuga continua in giro per il mondo – da Berlino a Israele, fino alla Thailandia – alla ricerca costante dell'alterazione.

    Un'escalation distruttiva che lo ha portato dall'abuso di co*na, ero**a e cr*k fino alla met**fetamina, facendolo sprofondare in un baratro fatto di psicosi estrema, allucinazioni e totale distacco dalla realtà.


    In questo episodio Fabio si racconta parlandoci di:


    • La fuga e gli eccessi: Le notti infinite nei club di Berlino, lo spaccio e l'illusione di poter mantenere una doppia vita lavorando come cameriere in Liguria, cercando di curare una dipendenza con un'altra.
    • L'inferno della metanfetamina: Il viaggio in Thailandia e l'uso continuo di "meth", che lo ha portato a pesare 50 kg e a vivere settimane senza dormire in un grave stato psicotico, convinto di essere perseguitato da ombre e mostri.
    • Il punto di non ritorno: Il terrore di aver danneggiato il proprio cervello in modo irreversibile e le difficoltà iniziali nel trovare aiuto a causa del suo grave stato di alterazione mentale.
    • La ricostruzione: L'inizio del percorso di recupero, la lenta e faticosa riconquista del sonno, e la scoperta di una nuova serenità interiore fatta di routine sane, famiglia e lucidità.
    • I progetti per il futuro: Il desiderio di diventare un coach per aiutare chi soffre e il sogno innovativo di portare in Italia i "Sober Party": eventi all'insegna del divertimento lucido, del wellness e della longevità.


    Una testimonianza potente, che dimostra come sia possibile risalire dall'oscurità più profonda, riprendendo in mano la propria mente e trasformando il passato in una risorsa per gli altri.


    🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

    Afficher plus Afficher moins
    56 min
  • Anestetizzare il dolore: la Ket*mina in vena e l'attrazione inconscia verso la morte | Con Giorgia
    Oct 9 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    A soli sedici anni, Giorgia ha abbandonato la scuola per vivere in strada, sprofondando nel mondo dei rave e sviluppando una dipendenza che l'ha accompagnata per un intero decennio. Un calvario segnato dall'abuso estremo di ket***na e da un'assuefazione alla terapia sostitutiva del metadone, usata nel disperato tentativo di anestetizzare la mente e colmare il vuoto per la prematura perdita del padre in giovane età.


    In questo episodio Giorgia si racconta parlandoci di:


    • Il trauma e la fuga: La morte del padre a 5 anni, i disturbi alimentari infantili, il cyberbullismo subito a scuola e la decisione di scappare di casa per vivere per strada senza limiti né regole.
    • La ricerca della dissociazione: L'abuso di ket**ina in vena per spegnere l'ansia, i pensieri intrusivi (forse legati a un'ADHD mai diagnosticata) e una latente ma costante attrazione verso la morte.
    • La trappola della cura: Il cortocircuito di una terapia medica trasformata in una dipendenza ancora più logorante, arrivando a iniettarsi dosi massicce di metadone quotidiano con gravissime conseguenze fisiche.
    • Il reset mentale: L'aiuto fondamentale della zia mental coach e le tecniche di ipnosi introspettiva utilizzate per recidere visivamente ed emotivamente il legame psicologico con la sostanza.
    • La libertà e l'avanguardia medica: Il passaggio al "Buvidal" (una nuova terapia mensile a lento rilascio) che l'ha svincolata dal rito quotidiano della dipendenza, permettendole oggi di ricostruire la sua vita lavorando come responsabile in un'osteria sociale.


    Una testimonianza lucida e potente, che ci ricorda come anche nei periodi di buio più assoluto esista sempre una strada, a volte innovativa e inaspettata, per riscrivere il proprio futuro.


    🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

    Afficher plus Afficher moins
    1 h et 12 min
  • “Dal coma etilico all'MDMA: ho rischiato tutto prima di scappare ad Amsterdam” | Con Larah Rapelli E4 S03
    Oct 2 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    Durante l’adolescenza e la prima giovinezza, Larah si è persa in un mondo di estremi e alterazioni. Tra l'abuso di al**ol, un coma etili*o e la sperimentazione di co***na e M*MA, si è trovata immersa in un circolo di frequentazioni sbagliate, fino al giorno in cui ha capito che quella non era la vita che voleva veramente vivere e ha deciso di cambiare rotta da sola.


    In questo episodio Larah si racconta parlandoci di:

    • La ricerca costante del limite: dalla difficoltà di comunicare in famiglia fino alle uscite con gli amici alla ricerca di una felicità sempre troppo distante per essere raggiunta.
    • Il trauma del lutto: il dolore per la perdita di una giovanissima amica a causa di un'overd**e, un drammatico campanello d'allarme che l'ha spinta a dire basta.
    • La fuga per salvarsi: la decisione drastica di tagliare i ponti con le vecchie amicizie e trasferirsi ad Amsterdam da sola per ricostruire la propria autostima, il proprio lavoro e la propria indipendenza.
    • Il confine tra dipendenza ed eccesso giovanile: una riflessione lucida su cosa significhi perdersi nell'alterazione e su come sia riuscita a uscirne senza un lungo percorso clinico, trovando in se stessa la forza di reagire.
    Afficher plus Afficher moins
    32 min
  • La mia rabbia riversata sulle sostanze è nata dalle botte che mi dava mio padre | Con Mirko S3 Ep3
    Sep 25 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    Per oltre vent’anni Mirko ha cercato di soffocare una forte rabbia, nata dall’infanzia nel rapporto conflittuale col padre che lo picchiava, attraverso l’abuso quotidiano di co***na, a**ol e fa**aci. Una doppia vita portata avanti tra i turni in fabbrica e una spirale di autodistruzione fatta di scontri, processi e il trauma di un TSO forzato, fino al giorno in cui non è più riuscito a nascondersi.


    In questo episodio Mirko si rileva parlandoci di:


    • Le radici della rabbia: un'infanzia segnata da un clima familiare violento e la ribellione sfociata nell'uso di droghe pesanti fin da giovanissimo.
    • La doppia vita e l'illusione del controllo: nascondere l'abuso sul posto di lavoro e tagliare la cocaina con gli psicofarmaci per gestire i propri estremi.
    • Il fondo del baratro: gli scontri con le forze dell'ordine, l'aggressività, la solitudine e il trauma profondo di un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) vissuto in contenzione.
    • Il punto di svolta: lo sguardo della figlia adolescente che lo trova in casa in stato di alterazione, l'episodio che lo ha spinto a scegliere la comunità per salvarsi dal carcere o dalla morte.
    • La disciplina del recupero: la scelta irremovibile della tolleranza zero anche verso l'alcol e il nuovo ruolo come volontario per fare prevenzione nelle scuole.

    Una testimonianza forte, che mostra come sia possibile rialzarsi anche quando si è lasciato dietro di sé solo macerie, ricostruendo il proprio futuro un giorno alla volta.


    🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

    Afficher plus Afficher moins
    1 h et 1 min
  • Abbattere lo stigma: perché la società moderna accetta tutto ma si vergogna della dipendenza? | Con Martina Valentini
    Sep 17 2026

    📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠


    📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati


    Martina ha vissuto per anni una vita nascosta dietro la maschera della perfezione e del successo professionale.

    Dalla fuga a Londra per sfuggire a traumi familiari irrisolti, l’abuso di MD in serate senza fine alla ricerca di un’happiness difficile da mantenere senza la sostanza, poi la dipendenza vera con la co****a usata senza freni a Berlino, anche negli ambienti di lavoro.


    In questo episodio Martina apre le porte del suo passato e racconta la dipendenza affettiva che precedeva quella dalle sostanze, il paradosso di essere una "tossicodipendente invisibile" nel mondo corporate (assumendo sostanze illegali prima di chiudere contratti importanti) e la lunga, dura ma vitale strada della disintossicazione e della consapevolezza, intrapresa per riprendere in mano la propria identità.


    Una testimonianza lucida e incisiva, che ci costringe a guardare oltre lo stigma e a chiederci perché la dipendenza sia ancora oggi il tabù invisibile della nostra società.


    🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify


    🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

    Afficher plus Afficher moins
    1 h
  • Ludopatico dai 10 anni salvato dallo Yoga - La storia di Pasquale
    Jul 17 2026

    Pasquale ha 52 anni, viene da Pozzuoli, e la sua è una storia pazzesca di quelle che ti lasciano senza fiato. Fin da piccolissimo ha vissuto una vita sempre al massimo e senza freni: ha iniziato a giocare d'azzardo a soli 10 anni, finendo poi per perdersi nel tunnel dell'alcol e degli psicofarmaci, tra continui ricoveri e momenti bui. Oggi, però, Pasquale ha completamente cambiato rotta.


    👉 Scopri il percorso StandUpWay migliore per te: ⁠https://app.metodostandup.it/v2⁠


    In questo episodio, che chiude la seconda stagione di Nel Faro, Pasquale si racconta con un'onestà e una simpatia uniche:


    • Il vizio del gioco a soli 10 anni: L'ossessione per le macchinette iniziata da bambino nei bar, una spirale che da grande lo ha portato a perdere oltre 200.000 euro e a fare cose incredibili pur di trovare i soldi per giocare.
    • L'alcol e i ricoveri in ospedale: Gli anni passati a mischiare intere boccette di sonniferi forti con il whisky, i vuoti di memoria totali e i quasi 20 ricoveri in psichiatria a Napoli.
    • Capire la propria mente: Cosa significa convivere con il disturbo borderline di personalità e la liberazione provata dietro a una semplice frase del suo medico: "È colpa tua, ma non è colpa tua".
    • La salvezza nello yoga: Come l'incontro con un amico maestro di yoga lo ha salvato proprio mentre pensava di farla finita. Una disciplina iniziata quasi per curiosità e diventata la sua vera medicina quotidiana.
    • La sveglia alle 4 del mattino: La sua nuova routine fatta di meditazione e respirazione. Pasquale ci ricorda che la vera felicità e la pace le abbiamo già dentro di noi, senza bisogno di usare nient'altro.


    Una storia bellissima e piena di speranza, che ci insegna che non è mai troppo tardi per chiedere aiuto, riprendere in mano la propria vita e ricominciare da zero.

    Afficher plus Afficher moins
    38 min