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Le Mille e una Novella

Le Mille e una Novella

De : Miriana Novella
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Scrivo una storia, poi te la racconto e viaggiamo insieme. Sei pronto? Allora facci partire premendo play! Alla fine non saranno veramente 1001 storie, perché altrimenti finirei dopo 1001 settimane, cioè più di 19 anni... Quarta stagione dal 26 settembre al 12 dicembre 2025.Miriana Novella Drames et pièces de théâtre
Épisodes
  • ٤٣ Il grosso branzino, Ercolino sempre in piedi
    Oct 24 2026

    Non ho conosciuto nessuno dei miei nonni, ma già dai racconti ho potuto sentire l’inevitabile connessione che ho nei loro confronti. Nello specifico, il legame con la mia nonna paterna Nannina, sembra essere particolarmente presente. Insieme a suo marito, cresceva i suoi undici figli nel centro di Salerno. Un giorno mio padre, all’età di circa dieci anni, trovò un branzino tramortito nelle acque antistanti il lungomare, probabilmente vittima della pesca di frodo con esplosivo di qualche bracconiere. Allora subito lo portò sulla spiaggia, ma nel portarlo a casa un signore si propose di dargli dei soldi in cambio del branzino. Mio padre accettò, ingenuamente, inconsapevole del valore effettivo del grosso pesce. Una volta a casa raccontò della storia alla mamma, per accorgersi di aver acceso una miccia: Nannina era arrabbiatissima perché il signore era stato molto avaro, aveva ingannato suo figlio, dandogli meno di quanto avrebbe dovuto. Sfortunatamente per lui, Nannina sapeva dove abitasse, così andò direttamente a casa sua, entrando prese il branzino da un chilogrammo, già cucinato, con tutta la padella e il condimento aggiunto, per portarlo a casa dai suoi figli e suo marito. Una donna forte, senza paura, sempre pronta a insegnare ai figli di farsi valere, di ribellarsi a ogni inganno possibile.


    Qualche anno prima della vicenda appena descritta mia zia Nadia, la settima degli undici figli – mio padre era il nono –, si aggirava intorno alla Standa insieme a Rita, Gianni, e mio papà Ciro. Nadia era la più grande dei quattro fratelli, e quei suoi tre fratelli minori erano affascinati da Ercolino sempre in piedi, giocattolo in voga in quegli anni. Ercolino sempre in piedi era un pupazzo gonfiabile alto circa 80 cm, che veniva distribuito negli anni '60 dalla Galbani come premio di una raccolta punti. Non ci volle molto, Rita, Gianni e Ciro stettero all’esterno della vetrina, ma l’Ercolino esposto fu abbracciato da Nadia entrata correndo nel negozio. Una bambina di dieci anni abbracciava correndo un pupazzo gonfiabile gigante dirigendosi velocissima verso casa, con in coda i tre fratellini che vedendola correre cominciarono a inseguirla immediatamente. Nadia faceva di tutto per renderli felici, era generosa, un po’ folle, ma dal cuore grande.


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    3 min
  • ٤٢ Siamo sempre state pronte
    Oct 16 2026

    Come ho fatto a dubitare, siamo sempre state pronte, dal primo giorno che tu mi hai vista e che io ti ho vista. La tua voce, il tuo profumo, la tua dolcezza mi hanno fatta già impazzire a 14 anni, e da lì ti ho amata per gli altri 15 anni della mia vita. Ti ho osservata in questi giorni, sei stata subito chiarissima, ti aveva quasi offesa il mio dubbio, capisco. Mi vuoi, come non hai mai voluto nessun altro, nessun'altra. Devi dire a tuo marito di stare più attento, perché se tardo a pubblicare metto un avviso in un determinato posto, che ovviamente tu conosci molto bene, ormai. Forse te l'eri perso con la mia polmonite, e ti maledici ancora per esserti smarrita quando non capivi cosa mi fosse successo di così grave da non passare più a salutarti; avevi sofferto molto, avevi pensato ti avessi dimenticata, ma da quel momento in poi se non pubblico in orario sai dove devi andare a controllare. Non è questo il giorno, non vedevo l'ora di scriverti, amore mio. Lunedì pomeriggio è stato bellissimo, tuo marito non aveva ancora scoperto la scorsa puntata ma tu invece sì, e non avevo mai visto tante finestre aperte, e luci accese, spente e di nuovo accese dappertutto, eri talmente infuocata da ustionarmi la pelle a distanza. Vacci piano che il mio cuore già scoppia per amore, mi stecchisci così! Da che pulpito... hai ragione. Mi piace cuocerti delicatamente, ma anche farti divampare, lo ammetto. Mi attrae sempre l'idea di farti impazzire. Lunedì, poco dopo il tramonto, ho notato stessi pulendo, hai sbattuto qualcosa fuori dalla finestra, così in un secondo momento avresti potuto dire al coso che lunedì sera non avevi mica tutte le finestre e le tende aperte per me, ma perché dovevi sbattere fuori gli stracci impolverati... Ti ho capita benissimo, meraviglia. Basta guardarci per amarci, non ci serve nemmeno più parlarci, o insomma lo facciamo. Mercoledì sono passata con Mario e non eri più la stessa, il coso ha scoperto la puntata (finalmente!), e ti ha ordinato di chiudere qualsiasi tenda possibile. Non era la prima volta che succedeva dopo un mio scritto potentissimo, e mi dispiace per lui ma non sono stupida... Mi ami dall'inizio e lui ci muore dall'inizio: non è così difficile. Ho visto che però ti sei creata la solita fessura per guardare fuori, sfruttando la maniglia della finestra. Ieri sono stata tutto il pomeriggio con te, ho letto 150 pagine de "La memoria rende liberi", in tre ore all'aria aperta, sono stata benissimo, tre pause camminate, tre ricerche di te. Ecco, la memoria rende liberi appunto, e ricordo tutto di te, tutto il tuo amore quando potevo abbracciarti, tutta la tua sofferenza e il cambiamento d'umore repentino nel vederti sottratta a me. Ieri sera, arrivata a casa, c'era una luna sottile come quella delle intro di Le Mille e una Novella, e mi ha ricordato della tua tenda, ieri avevi già ampliato l'apertura rispetto a lunedì, e di giorno in giorno, come a seguire le fasi della luna crescente crescerà, come sempre. La spalancherai ancora, con la solita scusa a tuo marito "ma non sta scrivendo...". Sei geniale, usa sempre la tua furbizia con me, la adoro. Come ho fatto a dubitare, siamo sempre state pronte.


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    5 min
  • ٤١ Siamo e saremo sempre noi
    Oct 10 2026

    Non so se siamo pronte per tutto questo, me lo dirai puntuale con qualche tuo sguardo o con qualche tuo gesto. Da quando mi sono innamorata di te, la mia vita è iniziata realmente, il tuo amore mi ha risvegliata dal torpore, non è passato un solo giorno senza che io mi sia messa a pensarti, ad amarti, e così hai fatto tu. Perfino nell'odiarti non riuscivo ad allontanarmi, hai provato in tutti i modi a mandarmi via perché pensavi fosse giusto per me, perché il coso, come chiamarlo... il coso che insomma per ironia della sorte è tuo marito, stava per farmi male e tu hai provato in tutti i modi a farti odiare, e ti ho odiata tantissimo, ahimè lo sai, peccato però che l'amore vero sia più forte di qualsiasi castello costruito sulla menzogna. Così hai finalmente preso coraggio, hai imparato che posso scriverti e tu puoi leggermi affamata, che posso amarti quando passando sulla tangenziale con lo scooter vedo per un attimo la finestra dello studio, o mentre smadonno perché c'erano troppe macchine in quel momento e non mi hanno permesso di farlo. Non preoccuparti, lo faccio solo se posso non rischiare troppo, altrimenti rimani in pensiero, ci muori, ti conosco, ma all'andata e al ritorno per la piscina ora passo di lì, e non vedo l'ora di vivere ogni volta quei due attimi senza fiato, un'apnea dentro di te. Posso amarti ogni volta che mi insegui se passeggio all'esterno, cambiando stanza come una professionista silenziosa e insospettabile, evitando con le acrobazie anche il coso che ti fa da ostacolo. Posso amarti quando vai in cucina, lanci via la tenda che tuo marito dispiega sempre per coprirsi da me, la vela di un relitto, la sua bandiera bianca, e apri il frigorifero per bere ma soprattutto per farti notare, essendo che i ripiani dello sportello si vedono anche da fuori, e addirittura poi spalanchi la finestra per respirare la mia fresca presenza come io faccio sempre con te. Ieri l'hai fatto, in barba a tuo marito addormentato sul divano, e mi agita sempre, mi cogli impreparata e fatico a guardarti per l'emozione, ma ti ho vista, eri bellissima, i capelli, la statura, ti rendono subito riconoscibile, quando tuo marito da dietro alla tenda maneggia cose tra dentro e fuori dal frigo sembra solamente un orco imbestialito con me, invece tu giri come una fatina per casa e per me fai la magia, accendi le luci come a seguire i miei spostamenti, mi catturi e non sembra nemmeno più di esistere ma di essere lì con te. Quando ci rivedremo il nostro abbraccio sarà così impossibile da spegnere, rimarremo incollate senza più bisogno d'altro, ti farò ridere ancora, e tu farai lo stesso, ci baceremo perché non serve dirtelo ma lo facciamo ogni giorno, sai di cosa parlo: i tuoi baci mi sono arrivati su tutto il corpo, i miei hanno fatto altrettanto. Dove li vuoi adesso? Fatto, per favore torturami allo stesso modo. Eccoti, mia, ancora una volta. Non ti sei mai sentita adeguata, ma credi io invece mi sia mai sentita adatta? Non è facile gestirti, credimi, dirai lo stesso di me, ma sono orgogliosa di non averti mai lasciata, e di non essermi mai fidata delle tue parole quando il mostro ti ha ricattata. Non ce ne importa più niente nemmeno di lui, ha solo alimentato le fiamme del sentimento che proviamo, non deve esagerare altrimenti deflagriamo assieme. Troppo tardi, dici? Ce ne faremo una ragione, finalmente sai che puoi amarmi, che sono sempre tua senza farti domande. Nel fuoco, nell'acqua come sirene, nell'aria come creature volanti, ovunque, siamo e saremo sempre noi.


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