٤٣ Il grosso branzino, Ercolino sempre in piedi
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Non ho conosciuto nessuno dei miei nonni, ma già dai racconti ho potuto sentire l’inevitabile connessione che ho nei loro confronti. Nello specifico, il legame con la mia nonna paterna Nannina, sembra essere particolarmente presente. Insieme a suo marito, cresceva i suoi undici figli nel centro di Salerno. Un giorno mio padre, all’età di circa dieci anni, trovò un branzino tramortito nelle acque antistanti il lungomare, probabilmente vittima della pesca di frodo con esplosivo di qualche bracconiere. Allora subito lo portò sulla spiaggia, ma nel portarlo a casa un signore si propose di dargli dei soldi in cambio del branzino. Mio padre accettò, ingenuamente, inconsapevole del valore effettivo del grosso pesce. Una volta a casa raccontò della storia alla mamma, per accorgersi di aver acceso una miccia: Nannina era arrabbiatissima perché il signore era stato molto avaro, aveva ingannato suo figlio, dandogli meno di quanto avrebbe dovuto. Sfortunatamente per lui, Nannina sapeva dove abitasse, così andò direttamente a casa sua, entrando prese il branzino da un chilogrammo, già cucinato, con tutta la padella e il condimento aggiunto, per portarlo a casa dai suoi figli e suo marito. Una donna forte, senza paura, sempre pronta a insegnare ai figli di farsi valere, di ribellarsi a ogni inganno possibile.
Qualche anno prima della vicenda appena descritta mia zia Nadia, la settima degli undici figli – mio padre era il nono –, si aggirava intorno alla Standa insieme a Rita, Gianni, e mio papà Ciro. Nadia era la più grande dei quattro fratelli, e quei suoi tre fratelli minori erano affascinati da Ercolino sempre in piedi, giocattolo in voga in quegli anni. Ercolino sempre in piedi era un pupazzo gonfiabile alto circa 80 cm, che veniva distribuito negli anni '60 dalla Galbani come premio di una raccolta punti. Non ci volle molto, Rita, Gianni e Ciro stettero all’esterno della vetrina, ma l’Ercolino esposto fu abbracciato da Nadia entrata correndo nel negozio. Una bambina di dieci anni abbracciava correndo un pupazzo gonfiabile gigante dirigendosi velocissima verso casa, con in coda i tre fratellini che vedendola correre cominciarono a inseguirla immediatamente. Nadia faceva di tutto per renderli felici, era generosa, un po’ folle, ma dal cuore grande.
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