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The Yacht Lounge Podcast

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De : Yacht Lounge Tales
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Yacht Lounge explores stories behind yachts, luxury objects, and style choices through immersive audio interpretations. An independent podcast by Roberto Franzoni & Andrea Baracco, offering authentic insights beyond commercial logic. Learn more and subscribe for free at yachtlounge.substack.com

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    Épisodes
    • Chris-Craft e il sogno americano della nautica.
      Jan 23 2026
      Chris-Craft ha venduto il sogno americano a rate. Non metafore: piani di finanziamento bancario per comprare runabout in mogano lucidato, la stessa barca che su cui navigava Frank Sinatra sul nel lago Tahoe. Negli anni Cinquanta il nome diventa sinonimo di “barca” negli Stati Uniti, esattamente come Kleenex per i fazzoletti. Quando la middle class americana scopre il weekend sul lago, lo fa a bordo di una Chris-Craft.Il cantiere del Michigan ha trasformato il boating da privilegio aristocratico in prodotto di massa, applicando le logiche di Detroit alla nautica. È la storia di come 150 anni di design e innovazione hanno plasmato l’identità stessa del leisure acquatico americano.La rivoluzione silenziosa del 1927Nel 1874, quando il tredicenne Christopher Columbus Smith costruisce il suo primo skiff ad Algonac, Michigan, nessuno immagina che sta ponendo le basi per quello che diventerà il paradigma stesso del boating negli Stati Uniti.Ma è negli anni Venti che accade qualcosa di rivoluzionario. Smith guarda alle catene di montaggio di Ford e Chrysler e decide di applicare la produzione di massa alla costruzione nautica. Nasce il primo runabout assemblato industrialmente, venduto attraverso piani di finanziamento delle banche locali.È un cambio di mentalità radicale. Prima di Chris-Craft, le barche a motore erano artigianali, costose, destinate all’élite che poteva permettersi maestranze specializzate. Smith democratizza l’accesso all’acqua esattamente come Ford aveva democratizzato l’automobile una decade prima.Il Cadet del 1927, un runabout di 22 piedi, promette nelle sue pubblicità “un pezzo della bella vita” alla middle class americana. Non è solo marketing: è la traduzione nautica del sogno americano, l’idea che il lusso possa essere accessibile attraverso il lavoro e il credito.Quando il nome diventa il prodottoGli anni Cinquanta segnano l’apoteosi. Nel periodo del boom post-bellico, quando l’America scopre il tempo libero e la suburbia si estende anche ai lakefront, Chris-Craft offre 139 modelli diversi. È leader indiscusso in quasi ogni categoria di imbarcazioni ricreative.E il nome stesso diventa sinonimo di “barca” negli Stati Uniti, come Kleenex per i fazzoletti o Jeep per i fuoristrada. Non si dice “andiamo in barca”, si dice “andiamo sulla Chris-Craft”, anche quando si parla di un modello di altro cantiere.Questo non accade per caso. È il risultato di decenni di branding aspirazionale, di una comunicazione che vende non solo prestazioni ma appartenenza a un mondo. Un mondo che negli anni Cinquanta ha un indirizzo preciso: Hollywood.Il mogano di Sinatra e il Mississippi di ElvisFrank Sinatra e Dean Martin trasformano i loro runabout in mahogany in floating cocktail bar sul lago Tahoe. Il Rat Pack naviga Chris-Craft, e improvvisamente il runabout da 24 piedi diventa estensione del cool italo-americano e della libertà dell’era swing.Katharine Hepburn sceglie un Chris-Craft per le sue crociere solitarie nel Connecticut, incarnando una nuova idea di indipendenza femminile. Non è la moglie del magnate a bordo: è lei stessa al timone, in un periodo in cui questo ha un peso simbolico enorme.Storie come questa sono il cuore di Yacht Lounge. Se apprezzi questo tipo di narrazione, unisciti ai nostri 3.800 lettori attivi per ricevere ogni settimana approfondimenti che non troverai altrove.Elvis Presley commissiona modelli custom per il Mississippi, legando il brand al rock’n’roll e al Southern dream.Franklin D. Roosevelt e John F. Kennedy possiedono Chris-Craft. Non sono semplici celebrity endorsement: le barche diventano esse stesse personaggi, oggetti di desiderio che la stampa fotografa quanto le star che le guidano.Il mogano lucidato a specchio, il teak, gli ottoni: ogni dettaglio parla di un’eleganza democratica, di un lusso che la classe media può permettersi con un piano rateale. È lo stesso meccanismo che negli stessi anni rende la Route 66 sinonimo di libertà americana, o che trasforma St. Tropez e i Riva di Brigitte Bardot in icone del jet set europeo.Dal mogano al fiberglass: l’America che cambia materialeLa storia di Chris-Craft è anche la storia dei materiali e di come questi riflettano i cambiamenti sociali.Dal 1874 agli anni Cinquanta, è l’era del mogano: artigianato, bellezza, manutenzione costante. Sono barche che richiedono cura, dedizione, un rapporto quasi affettivo con l’oggetto. Perfetto per i “weekend sailors” che nel dopoguerra scoprono il leisure time e vogliono investire parte di questo tempo nel prendersi cura di qualcosa di bello.Nel 1955 arriva la prima barca in fiberglass. Non è solo un’innovazione tecnica: è il riflesso di un’America che cambia ritmo, che vuole prestazioni senza sacrificare il tempo libero alla manutenzione. Il fiberglass riduce i costi, abilita forme idrodinamiche impossibili col legno, richiede zero verniciatura annuale.Nel 1964, il Commander dia 38 piedi debutta al New York ...
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      10 min
    • Route 66: Santa Monica, Dove la Strada Diventa Orizzonte.
      Jan 9 2026
      C’è un momento preciso in cui l’America cambia sostanza. Succede all’altezza del molo di Santa Monica, dove l’asfalto cede il passo al legno, dove migliaia di chilometri di deserto, praterie e cittadine polverose si dissolvono nel blu infinito del Pacifico. Il cartello “End of the Trail” non segna una fine: è una soglia, un cambio di elemento. Da qui non si torna indietro come si è arrivati. Qualcosa è già cambiato.L’ultimo miglio prima dell’acquaImmaginate di arrivare dopo giorni di viaggio. Alle spalle avete lasciato la polvere rossa dell’Arizona, i motel con le insegne al neon dell’Oklahoma, i diner dove il caffè sa di strada. Davanti a voi, all’improvviso, c’è l’oceano. Non quello che avete visto nelle cartoline, ma quello vero: salato, luminoso, vivo. L’aria cambia temperatura e consistenza. Il rumore del motore viene sovrastato dal suono delle onde. La Route 66 non vi ha portato da qualche parte: vi ha consegnato a un’altra dimensione del viaggio.Santa Monica non è la spiaggia di Los Angeles. È qualcosa di più stratificato: un porto simbolico dove convergono storie, fughe, ricominciamenti. Chi arriva qui ha attraversato un continente. Chi resta, spesso, sta aspettando il coraggio per attraversare qualcos’altro.Dal road trip al sea lifestyleLa cultura americana dell’on the road è fatta di libertà orizzontale: una linea d’asfalto che taglia il paese da est a ovest, da Chicago a Los Angeles, seguendo una mappa precisa, una traccia che milioni di viaggiatori hanno percorso prima di voi. Ma l’oceano funziona diversamente. Non ha corsie, non ha indicazioni, non ha soste obbligate. È il viaggio senza traccia prestabilita, quello dove l’orizzonte è l’unica direzione.C’è una continuità naturale tra chi attraversa gli States in automobile e chi attraversa mari in barca. Stesso desiderio di spazio, stesso bisogno di movimento, stessi occhi puntati verso qualcosa che sta sempre un po’ più in là. Cambiano gli elementi—asfalto contro acqua, motore contro vela—ma il linguaggio è lo stesso: quello della distanza che diventa libertà.E Santa Monica è esattamente il punto dove questi due mondi si toccano.Iconografia di un tramonto californianoIl molo è la sua icona più riconoscibile: la ruota panoramica che si accende al tramonto, le insegne vintage, i musicisti di strada, il profumo di corn dog e birra artigianale. Ma bisogna guardarlo con occhi diversi. Non come un parco giochi turistico, ma come una passerella sospesa tra due vite possibili. Da una parte c’è ancora la terraferma, con le sue certezze e le sue mappe. Dall’altra c’è l’acqua, con tutto ciò che promette e tutto ciò che nasconde.La luce qui ha una qualità particolare. È quella che i fotografi chiamano “golden hour”, ma non è solo una questione tecnica. È il premio finale dopo giorni di strada: quella luce dorata che trasforma l’oceano in uno specchio liquido, che disegna silhouette perfette di surfisti e paddleboarder, che rende ogni cosa—persino una semplice panchina sul pier—degna di essere ricordata.Questo è il nostro modo di raccontare la yachting life.Vista dal largoOra provate a invertire la prospettiva. Immaginate di non arrivare via terra, ma via mare. Vedete la costa californiana che si avvicina lentamente, le luci del molo che diventano un faro urbano nella sera che scende, la sagoma delle colline di Malibu a nord, le Channel Islands che galleggiano all’orizzonte come promesse lontane. Da questa angolazione, Santa Monica non è più un punto d’arrivo: è un porto, un approdo, il posto dove si può decidere di fermarsi o di continuare.Gli hotel vista oceano non sono semplici sistemazioni: sono osservatori privilegiati su questo dialogo continuo tra terra e acqua. I rooftop bar con i loro cocktail al tramonto, i ristoranti affacciati sulla spiaggia dove il pesce sa di Pacifico e non di freezer—tutto questo non è un’aggiunta turistica, ma l’estensione naturale del viaggio. Dal diner sulla highway al bicchiere di vino su una terrazza che profuma di salsedine, il filo è lo stesso: quello del movimento, della scoperta, del non accontentarsi mai di stare fermi.Il secondo attoLa Route 66 compie cento anni quest’anno. Un secolo di storie, di canzoni, di film, di letteratura. Ma la sua vera lezione non sta nel percorso che traccia, quanto in ciò che promette alla fine: la possibilità di ricominciare. Perché Santa Monica non chiude il viaggio, lo trasforma.Qui puoi scegliere. Puoi salire in macchina e tornare indietro, seguendo la stessa strada in direzione opposta, con negli occhi il bagliore del Pacifico che ti accompagna per altri migliaia di chilometri. Oppure puoi fare un passo ulteriore: abbandonare l’asfalto, salire su una tavola, noleggiare una barca, prendere un charter verso nord o verso sud lungo la costa, lasciare che sia l’acqua—e non più la strada—a dettare il ritmo e la direzione.La verità è che non esistono ...
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      9 min
    • The Sea of Stars. Cinema, Icons and Paradoxes.
      Jan 2 2026

      Start your weekend reading!

      Between Luxury and Storm. Yachts in Cinema.

      🇺🇸 Ripley’s sailboat, Redford’s survival, Belfort’s excess. When Hollywood makes the sea a character.

      🇮🇹 La barca di Ripley, la sopravvivenza di Redford, l’eccesso di Belfort. Quando Hollywood fa del mare un personaggio.

      Read full article 👉 https://yachtlounge.substack.com/p/between-luxury-and-storm-yachts-in

      Brigitte Bardot: The Queen of Riva.

      🇺🇸 BB, three Rivas, and the Mediterranean at 50 knots. When luxury meant freedom, not ostentation.

      🇮🇹 BB, tre Riva e il Mediterraneo a 50 nodi. Quando il lusso significava libertà, non ostentazione.

      Read full article 👉 https://yachtlounge.substack.com/p/brigitte-bardot-the-queen-of-riva

      St. Barth’s: When Exclusivity Becomes Mass.

      🇺🇸 211 superyachts, one island, same moment. When exclusivity becomes a crowd—and true luxury hides elsewhere.

      🇮🇹 211 superyacht, un’isola, stesso momento. Quando l’esclusività diventa massa—e il vero lusso si nasconde altrove.

      Read full article 👉 https://yachtlounge.substack.com/p/st-barths-when-exclusivity-becomes

      The New Frontier of Freedom: Living Aboard.

      🇺🇸 Starlink, a laptop, and the horizon as your office. Living aboard isn’t a dream anymore—it’s a choice.

      🇮🇹 Starlink, un laptop e l’orizzonte come ufficio. Vivere in barca non è più un sogno—è una scelta.

      Read full article 👉 https://yachtlounge.substack.com/p/the-new-frontier-of-freedom-living

      Mr. Rolex: The Visionary of Time.

      🇺🇸 An orphan, a London bus, and five letters that conquered time. The story of Hans Wilsdorf and the watch that became a paradox.

      Listen now 🎙️https://yachtlounge.substack.com/p/mr-rolex-the-visionary-of-time

      🇮🇹 Un orfano, un autobus londinese e cinque lettere che conquistarono il tempo. La storia di Hans Wilsdorf e l’orologio diventato paradosso.

      Ascolta 🎙️https://yachtlounge.substack.com/p/mr-rolex-il-visionario-del-tempo



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