Couverture de Premio Estense: interviste ai finalisti

Premio Estense: interviste ai finalisti

Premio Estense: interviste ai finalisti

De : Radio Città Fujiko
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Le interviste ai finalisti e ai passati vincitori del Premio Estense dedicato al giornalismo.Copyright Radio Città Fujiko Politique et gouvernement
Épisodes
  • Volga Blues - Marzio G. Mian
    Sep 24 2026
    Vista da Occidente, la Russia è oggi una terra lontana, misteriosa, ostile. Dall’invasione dell’Ucraina sembra sprofondata in un buio ancora più fitto che ai tempi più bui dell’Unione sovietica, come un pianeta a sé stante, un mondo reso sinistramente lontano e inaccessibile dalla guerra. Sfidando i paranoici controlli dei servizi di sicurezza, Marzio G. Mian è, tuttavia, riuscito a viaggiare per seimila chilometri nella pancia, nel cuore e nell’anima della Russia. Ha scelto per farlo la rotta maestra della sua storia: il Volga, il fiume, la matushka, la madre della Madre Russia, secondo le parole di Mikhail Pietrovsky, direttore dell’Ermitage.
    Sulle sue sponde si è radicata, infatti, la fede ortodossa dopo il crollo di Costantinopoli, è sorto l’impero zarista, si è affermato quello sovietico con la Battaglia di Stalingrado e l’industrializzazione forzata di Stalin, si è consolidato il progetto neo-imperiale dell’autocrazia post-sovietica di Vladimir Putin.
    “Patria” dei tatari, dei cosacchi, dei monaci-santi, degli sciamani, di Razin, Pugaciov, Lenin, Kerenskij, Gonciarov, Pushkin, Gorky, Chlebnikov, della Russia arcaica e rurale, di quella metropolitana e dei grandi spazi pieni di nulla, delle steppe e dei sovkhoz, delle fabbriche e delle izbe, della tradizione più reazionaria e della rivoluzione più spietata, il Volga è il fiume in cui Europa e Asia si incontrano o si dividono, a seconda se la bussola della Storia russa indica Oriente oppure Occidente. Viaggiando da Nord a Sud, dalla sorgente nella regione del Valdaj, tra San Pietroburgo e Mosca, fino ad Astrakan sul mar Caspio, passando per Tver, Dubna, Rybinks, Jaroslav, Nizhniy Novgorod, Kazan, Uljanovsk, Samara, Saratov, Volgograd, senza mai incontrare uno straniero, senza ascoltare altra lingua che il russo, Mian svela l’“altro fronte” del feroce scontro in atto con l’Occidente, il fronte di un popolo fatto di molte nazioni e tenuto insieme dal brutale, fragile, antico sogno di una civiltà imperiale.
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    19 min
  • L’altro Garibaldi - Virman Cusenza
    Sep 24 2026
    Il volto inedito di Giuseppe Garibaldi. Dietro l’eroe dei due mondi, dietro la camicia rossa e il mito risorgimentale, si nasconde un uomo sorprendentemente moderno e attuale. Questo libro invita a osservarlo da vicino, spostando lo sguardo dalle imprese epiche alla vita quotidiana, dai campi di battaglia a Caprera, il luogo che Garibaldi scelse non come fuga dal mondo, ma come centro operativo del suo pensiero e della sua azione. Caprera non è un eremo, ma un laboratorio: agricolo, politico, umano. Qui il generale sperimenta, realizza un’azienda agricola modello, importa macchinari all’avanguardia, costruisce un mulino tra i più innovativi dell’epoca, semina, coltiva, impianta quattordicimila viti. Si circonda di un «secondo esercito» di mille capi di bestiame e fonda la Società Reale di Protezione degli Animali. E ancora, studia, scrive, riflette, anticipa modelli di famiglia allargata, accoglie amici, intellettuali e frotte di visitatori. Descrive, essenziale e preciso, le sue giornate. Nei Diari agricoli, documento straordinario, poco noto e fonte preziosa per questa appassionante biografia, la zappa e la spada si alternano, rivelando un Garibaldi contadino, imprenditore, allevatore. Il generale annota puntigliosamente la temperatura, i venti, la pressione atmosferica, la fioritura di stagione. E, in ultima colonna, eventi che segnano la storia: la visita di un emissario di Vittorio Emanuele o lo sbarco dell’anarchico Bakunin. Caprera è il suo buen retiro, uno spazio speciale da cui osservare il mondo e da cui continuare a influenzarlo. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi: non l’icona contesa e spesso strumentalizzata da ideologie opposte, bensì un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie femminili profonde (d’altronde, la donna per il generale è il motore della trasformazione sociale). Un uomo cosmopolita e visionario, con la testa già rivolta al secolo successivo.
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    16 min
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