Épisodes

  • Episode 43: Dulce et decorum est di Wilfred Owen
    Apr 18 2022
    Dulce et decorum est (latino: "È bello e dolce (morire per la patria)") è una poesia scritta dal poeta inglese Wilfred Owen (1893-1918) nel 1917, durante la prima Guerra mondiale, e pubblicata postuma nel 1920. Questa poesia è conosciuta per le orribili immagini e per la condanna della guerra. Il titolo deriva dal verso Dulce et decorum est pro patria mori del terzo libro delle Odi del poeta latino Orazio, a sua volta ispirato dal poeta greco Tirteo. "Dulce et decorum est pro patria mori: mors et fugacem persequitur virum nec parcit inbellis iuventae poplitibus timidove tergo." (Orazio, Odi, III.2.13)
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    2 min
  • Episode 42: Er Zervitor de lo Spaggnolo di Giuseppe Gioachino Belli
    Apr 10 2022
    Un sonetto contro la guerra del grande poeta romano Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863). Se n’abbuscheno pochi. È ccirca un mese che sto a sservì cco un Monziggnor de Spaggna che er core l’averebbe, ma sse laggna d’avè pperze l’entrate der paese. Perché llà cc’è una guerra* che sse maggna le scittà ccom’e ttordi, e ffanno imprese d’arrubbà, scannà ffrati, e bbruscià cchiese, che l’inferno ar confronto è una cuccaggna. E cche ddiavolo mai sò ddiventati l’ommini a sto monnaccio bbuggiarone? Canìbboli, Medèi**, gatti arrabbiati?… Sverzà ffiumi de sangue, dio sagraschio, e pperché? ppe ddiscìde si er padrone l’abbino da pijjà ffemmina o mmaschio! 16 agosto 1835. *guerra: la guerra civile per la successione di Ferdinando VII, tra i sostenitori della figlia Isabella con la reggenza della madre Maria Cristina, e quelli di don Carlos, fratello del defunto re. **Medèi: da Medea, intendendo il nome come sinonimo di crudele, e foggiandolo al plurale sul modello di Caldèi ecc.
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    1 min
  • Episode 41: Telescopio di Louise Glück
    Apr 7 2022
    Telescopio è una poesia del premio nobel Louise Glück (1943) contenuta nella raccolta Averno, pubblicata nel 2006 (ed. ita Il Saggiatore, 2020).  È di nuovo inverno, è di nuovo freddo. Il lago Averno, dove gli antichi credevano si trovasse la porta dell'aldilà, è scuro come il cielo sopra le nostre teste. Ad aguzzare gli occhi, riusciamo appena a distinguere la migrazione notturna di uno stormo di uccelli. All'alba, le colline brillano di fuoco, ma non è più il sole di agosto: i nostri corpi non sono stati salvati, non sono sicuri. In Averno, Louise Glück canta la solitudine e il terrore per l'ignoto, lo splendore della notte e l'amore, il desiderio: perché, sembra dirci, anche quando tutto è muto e spento, capita a volte di sentire musica da una finestra aperta, in una mattina di neve, e allora il mondo ci richiama a sé, e la sua bellezza è un invito.
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  • Episode 40: La scuola di Beslan di Evgenij Evtušenko
    Apr 6 2022
    Il grande poeta russo Evgenij Evtušenko (1932-2017) dedicò dei versi commoventi alla strage nella scuola di Beslan avvenuta nel settembre del 2004.
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    4 min
  • Episode 39: Dediche di Adrienne Rich
    Apr 6 2022
    Una bellissima poesia della scrittrice americana Adrienne Rich (1929-2012).
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    3 min
  • Episode 38: Residuo di Carlos Drummond De Andrade
    Apr 4 2022
    Residuo è una poesia del grande poeta e scrittore brasiliano Carlos Drummond De Andrade (1902-1987) contenuta nella raccolta A Rosa do Povo (1945).  Traduzione in italiano di Antonio Tabucchi, da “Sentimento del mondo”, Einaudi, Torino, 1987.
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    3 min
  • Episode 37: Che bello che questo tempo di Claudio Damiani
    Apr 3 2022
    Claudio Damiani è nato nel 1957 a San Giovanni Rotondo ed è uno dei più grandi poeti italiani contemporanei. Che bello che il nostro tempo è una poesia uscita per la prima volta nel 1994 e contenuta nella raccolta "La mia casa". Una poesia sul tempo che scorre inesorabile, ma che non è visto come un nemico, piuttosto come legame tra gli uomini, le cose e il loro destino. Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi sempre sola nella casa, pure fa tutte le cose e non dimentica niente – ora si è sdraiata ad esempio e si guarda intorno – e scorre il suo tempo. Che bello che questo tempo, come ogni tempo, finirà, che bello che non siamo eterni, che non siamo diversi da nessun altro che è vissuto e che è morto, che è entrato nella morte calmo come su un sentiero che prima sembrava difficile, erto e poi, invece, era piano.
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  • Episode 36: Si è sollevato un incendio azzurro di Sergej Esenin
    Apr 1 2022
    Sergéj Aleksándrovič Esénin (1895–1925) è stato uno dei più grandi poeti russi. Ho scelto una poesia del 1923, dal titolo "Si è sollevato un incendio azzurro". Il poeta rissoso, alcolista, inaffidabile, non si compiace più dei suoi atteggiamenti scandalosi, anzi, li rinnega. Merito dell'amore, che quando arriva, riesce a rinnovare anche il cuore di un teppista.
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