Smartphone a scuola, guida rapida tra apocalittici e integrati
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Parallelamente ci si è accorti che c’è una forte correlazione tra l’uso degli smartphone, il malessere diffuso tra i più giovani e un netto calo degli apprendimenti. Insomma, chi usa lo smartphone per parecchie ore al giorno si sente più solo, più insoddisfatto, contempla più facilmente il suicidio e a scuola impara meno e peggio degli altri.Il fatto è che gli studi non sono tutti concordi, e se è chiaro che esiste una correlazione non è chiaro se gli smartphone siano la causa o una delle possibili cause.Così si è iniziato a discutere molto (soprattutto negli Stati Uniti, in Inghilterra e in tanti altri paesi – in Italia il dibattito occupa ancora uno spazio marginale) di cosa fare con gli smartphone a scuola: abolirli o educare a un uso migliore, più consapevole? Ѐ uno di quei casi in cui una risposta definitiva, più o meno certa, semplicemente non esiste. Perciò bisogna discuterne con calma, senza la fretta di arrivare a una conclusione o di posizionarsi, come si è fatto in questi mesi dopo la decisione del governo di proibire l’uso dei cellulari in classe.In questo episodio proviamo a farlo, ricominciando da capo e prendendoci il tempo necessario, anche grazie al contributo di Nicola Bruno (giornalista e ricercatore).
Materiali citati e link:
- Sulla questione degli smartphone a scuola (ma più in generale, sul digitale nelle classi italiane) la rivista online Valigia blu ha dedicato una serie di ottimi approfondimenti. Qui un link (e in caso seguite i consigliati).
- Per insegnanti o per interessati: un esempio di come lavorare sulla data literacy con gli studenti (in inglese, ma facilmente adattabile). Qui invece il link a Open the box: il corrispettivo italiano.
- Il manifesto del tablet nello zaino.
- Jonathan Haidt per l’Atlantic
- Qui un pezzo sul «New Statesman»
- Qui una bibliografia in continuo aggiornamento curata da Haidt e Rausch. Raccoglie saggi e studi che ragionano sugli effetti dell’utilizzo (o del non utilizzo) dei cellulari in classe
- Qui una bibliografia in continuo aggiornamento curata da Haidt, Rausch e Twenge. Raccoglie studi e saggi che cercano di capire che relazione c’è (e se c’è) tra uso dei social media e salute mentale.
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