Articolo del mese luglio-agosto 2025
Il cinema di David Lynch: convergenze tra filosofia, esoterismo e psicanalisi
di Gabriele Sabetta
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Nel suo articolo Gabriele Sabetta analizza in profondità il cinema di David Lynch, mettendo in luce le sue complesse intersezioni con la filosofia, l'esoterismo e la psicanalisi. I suoi film, caratterizzati da elementi onirici e inquietanti, vanno oltre il semplice surrealismo per esplorare la psiche umana.
Le sue narrazioni spesso riflettono temi esistenzialisti, come l'angoscia e la ricerca di significato della vita in un mondo frammentato, riecheggiando il concetto di "durata" di Bergson nelle loro strutture non lineari. Lynch reinterpreta il surrealismo, fondendolo con il cinema di genere e il melodramma per creare un'estetica unica.
Il testo sottolinea l'influenza cruciale della Teosofia su Lynch, evidente in temi come la reincarnazione, le realtà multiple e l'enfasi su una coscienza superiore, probabilmente derivanti dalla sua pratica della meditazione trascendentale. Il tema ricorrente del doppio è interpretato come un "doppio eterico", che rivela aspetti nascosti della psiche. Esempi come "Strade Perdute" e le Logge di "Twin Peaks" sono presentati come manifestazioni di queste dimensioni spirituali e psicologiche.
La rappresentazione non lineare del tempo da parte di Lynch, in particolare in "Inland Empire", si allinea all'idea teosofica del tempo come illusione. La sua immaginazione, enigmatica e aperta all'interpretazione, invita gli spettatori a confrontarsi con il mistero dietro le apparenze. La costante presenza del non detto e del rimosso, come si vede in "Eraserhead" e "Velluto Blu", evidenzia la dialettica tra essere e nulla.
In definitiva, il cinema di Lynch non offre risposte, ma piuttosto pone domande, guidando lo spettatore in un viaggio introspettivo nelle profondità dell'esistenza e del subconscio, lasciando un'eredità duratura che invita a una continua esplorazione.
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