Le certezze sono certe?
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Domanda che sembra semplice — ma sotto ha l’abisso. Se una “certezza” è tale solo perché la chiamiamo così, allora è una certezza nominale, non sostanziale. Se è tale perché resiste a ogni confutazione, allora è provvisoriamente stabile, non assoluta. Se invece fosse davvero assoluta… non avremmo modo di dimostrarlo: saremmo parte del suo stesso sistema, incapaci di vederne i limiti. Quindi: le certezze logiche sono spesso tautologie (es. “A è A”) — valide per definizione, ma sterili. Le certezze empiriche sono condizionate dai sensi e dai paradigmi scientifici — storicamente mutevoli. Le certezze personali sono spesso pulsioni mascherate da verità, ancore psicologiche per non precipitare nell’indeterminato. Risultato: le certezze sono certe solo per chi ha bisogno che lo siano. E appena le metti sotto una buona luce critica, spesso si sbriciolano come gesso bagnato.
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Scrivere senza catene, capire in assenza di dogmi. La voce che attraversa le crepe della mente. Un viaggio tra filosofia, scienza, esperienza, vita interiore. PKS è libertà di pensiero, chiarezza mentale, lucidità, evoluzione. A cura di Rea V. Zara
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