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In viaggio verso l'Invasione

In viaggio verso l'Invasione

De : Lorenzo
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Ciao, sono Lorenzo Pasteris. Vivo in Ucraina da tre anni e in questo podcast racconto, in modo chiaro e diretto, come si è arrivati all’invasione su larga scala del 24 febbraio 2022 — e cosa è successo prima e dopo.

Ogni puntata prende un fatto, un episodio o una storia concreta.

Un episodio alla volta, per capire davvero.

© 2026 In viaggio verso l'Invasione
Art
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    Épisodes
    • 3 Giorni dall'invasione (21.02.2022)
      Feb 21 2026

      Discorso cruciale di Vladimir Putin del 21 febbraio 2022, tre giorni prima l’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Analizziamo come Putin mette in dubbio l’esistenza stessa dell’Ucraina come Stato indipendente, ripetendo gli argomenti del suo saggio dell’anno precedente. Esaminiamo il riconoscimento delle repubbliche di Donetsk e Luhansk come Stati indipendenti e il decreto per l’invio di truppe militari. Discutiamo dell’escalation delle violazioni registrate dall’OCSE, dei 150-190.000 soldati schierati intorno all’Ucraina e di come il 21 febbraio rappresenti il momento in cui la guerra viene legalizzata nel linguaggio prima di scoppiare nei cieli ucraini.

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      2 min
    • 4 Giorni dall'invasione (20.02.2022)
      Feb 21 2026

      Nel luglio 2021, pochi mesi prima dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, Vladimir Putin pubblicò un lungo saggio intitolato “Sull’unità storica tra russi e ucraini”. Non era un semplice articolo accademico: era un vero manifesto politico.

      In questo documento, Putin sostiene apertamente che russi e ucraini sarebbero “un solo popolo”, che l’Ucraina moderna sarebbe un prodotto artificiale della storia sovietica e che la sua piena sovranità sarebbe possibile solo in stretta alleanza con la Russia. Secondo questa visione, l’indipendenza ucraina non è un fatto storico legittimo, ma un errore geopolitico da correggere.

      Il testo è fondamentale perché rappresenta una fonte primaria diretta: non interpretazioni di analisti, non speculazioni geopolitiche, ma le parole stesse del leader russo prima della guerra. Leggendolo oggi, molti passaggi suonano come una giustificazione ideologica anticipata dell’invasione del 2022.

      Il saggio costruisce una narrazione storica in cui la Rus’ di Kyiv viene presentata come origine esclusiva dello Stato russo, minimizzando lo sviluppo separato dell’identità ucraina nei secoli successivi e ignorando il lungo percorso politico, culturale e linguistico che ha portato alla formazione della nazione ucraina moderna.

      Capire questo documento significa capire che la guerra non nasce solo da questioni militari o dall’allargamento della NATO, ma anche da una visione storica e imperiale della Russia e del suo ruolo nello spazio post-sovietico.

      Se vogliamo comprendere davvero le cause del conflitto, dobbiamo partire dalle fonti dirette. E Putin, in quel saggio, aveva già scritto gran parte della storia che sarebbe arrivata pochi mesi dopo.

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      2 min
    • 5 Giorni dall'invasione (19.02.2022)
      Feb 19 2026

      19 febbraio 2022. Mancano cinque giorni all’invasione su larga scala dell’Ucraina.

      Nel Donbas la tensione non diminuisce, anzi. Dopo l’impennata del giorno precedente, il clima resta quello di una crisi fuori controllo: nelle 24 ore fino alla sera del 18 febbraio l’OSCE aveva registrato 1.566 violazioni del cessate il fuoco tra Donetsk e Luhansk, uno dei picchi più alti degli ultimi anni. Il 19 febbraio, mentre i report vengono pubblicati e analizzati, nei territori controllati dai separatisti filorussi si parla apertamente di mobilitazione generale e si continuano a organizzare evacuazioni verso la Russia di donne e bambini, presentate come misure di emergenza contro un presunto attacco ucraino che Kyiv nega.

      Intanto, le immagini satellitari diffuse in quei giorni mostrano un aumento costante di truppe, mezzi corazzati e unità logistiche russe attorno all’Ucraina. Le stime occidentali parlano già di 150.000–190.000 militari schierati tra Russia, Crimea occupata e Bielorussia, con ospedali da campo, rifornimenti e assetti pronti al combattimento.

      Sul piano diplomatico, i leader del G7 e diversi governi europei invitano Mosca alla de-escalation e alla diplomazia. Il Cremlino risponde accusando l’Occidente di “isteria” e “paranoia”, negando di avere intenzioni aggressive e sostenendo che si tratti di normali esercitazioni.

      Proprio il 19 febbraio, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko assistono alle esercitazioni delle forze nucleari strategiche russe, con il lancio di missili balistici e ipersonici. Un segnale politico e militare fortissimo, mentre al confine ucraino la crisi continua a intensificarsi.

      Un giorno in cui le parole parlano di difesa e routine, ma i fatti – sul fronte e nei cieli – raccontano che la preparazione alla guerra è ormai completa.

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      1 min
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