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Il cacciatore di libri

Il cacciatore di libri

De : Radio 24
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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.

2008 Radio 24 Il Sole 24 ore
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    • Piergiorgio Pulixi e Chiara Moscardelli
      Feb 21 2026

      "Il nido del corvo" di Piergiorgio Pulixi e "Comprensorio Rossolago" di Chiara Moscardelli

      Piergiorgio Pulixi è una delle voci più interessanti del noir in Italia, capace di spaziare fra thriller inquietanti, come "L'isola delle anime", premio Scerbanenco 2019, e cozy crime, ossia gialli confortevoli e leggeri come "La libreria dei gatti neri", primo volume con protagonista il libraio Marzio Montecristo. Ora Piergiorgio Pulixi è in libreria con "Il nido del corvo" (Feltrinelli) che tiene a battesimo una nuova coppia di investigatori, Daniel Crobu, chiamato da tutti Corvo, e Viola Zardi. Si tratta di due ispettori della questura di Oristano molto diversi uno dall'altro dal punto di vista caratteriale. Daniel, 42 anni, è piuttosto metodico, posato, ha una moglie e due figlie alle quali è molto legato, così come è legato alla famiglia che lo aveva adottato quando aveva 14 anni. Viola, 45 anni, è invece una donna sfuggente, inquieta, che ama il gioco d'azzardo e frequenta un ragazzo molto più giovane di lei. Daniel e Viola devono indagare sul ritrovamento di una mano femminile e si trovano così a dare la caccia a un killer che è ossessionato dalle mani delle donne: quelle con una manicure impeccabile vengono mozzate e diventano quasi dei trofei.

      Nella seconda parte parliamo di un altro giallo, ma con tinte ironiche: "Comprensorio Rossolago" (Einaudi) di Chiara Moscardelli, che fin dal suo esordio con "Volevo essere una gatta morta", ha fatto dell'ironia la sua cifra narrativa distintiva. Torna Olga Bellomo, tatuatrice di talento, dal carattere ombroso, comparsa per la prima volta nel romanzo "La ragazza che cancellava i ricordi". Ha scelto di vivere in un piccolo paesino sul lago Maggiore, vicino Verbania, aveva perso la madre ed era stata cresciuta da un padre ricomparso improvvisamente nella sua vita, che l'aveva sottoposta a un vero e proprio rigido addestramento di tipo militare, con l'osservanza di alcune regole ferree: non fidarsi di nessuno, non costruire legami, non mostrarsi mai fragile. In questo romanzo Olga cerca di indagare sull'omicidio di una ragazza, il cui cadavere viene ritrovato nel cassonetto dei rifiuti. Nessuno sa chi sia, ma ha sul corpo uno strano tatuaggio giapponese che indica vendetta.

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    • Gaja Cenciarelli e Marta Stella
      Feb 14 2026

      "Il rivoluzionario e la maestra" di Gaja Cenciarelli e "Clandestine" di Marta Stella

      "Il rivoluzionario e la maestra" di Gaja Cenciarelli (Marsilio) è un romanzo doloroso, potente, duro e anche commovente, che attraverso tre voci narranti ricostruisce la vita vera di Adolfo Wasem e Sonia Mosquera, militanti del Movimento di Liberazione dei Tupamaros nell'Uruguay degli anni '70, dominato da una dittatura militare. I due, marito e moglie, furono arrestati nel '72. Lui passò 12 anni nei cosiddetti calabozos, ossia delle celle così piccole nelle quali non si poteva stare né in piedi né sdraiati. Sonia fu portata in una prigione femminile collettiva. Entrambi subirono tremende torture e, nel caso di Sonia e delle altre prigioniere, ripetuti stupri. La terza voce narrante è quella di una donna, una maestra, che a Roma dal 2015 in poi, dopo la morte dei genitori, è costretta a fare cinque traslochi: vive una condizione di povertà e di precarietà che i suoi amici non comprendono. La maestra compra per caso un libro in cui si ricostruisce la storia terribile di Adolfo e di Sonia e sente di avere con quella storia un legame particolare.

      Nella seconda parte parliamo di "Clandestine - Il romanzo delle donne" di Marta Stella (Bompiani). Un romanzo che va dalla fine degli anni '70 ai primi anni '80 con alcune riflessioni anche sull'oggi. È la storia di una donna che ricorda il suo aborto clandestino quando aveva 17 anni: era il 1967 e in Italia la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza è arrivata solo nel '78. La sua vicenda e la sua crescente consapevolezza su quello che accade nel mondo e su sè stessa si intrecciano alla storia dell'epoca, al movimento del '68, al femminismo, alla storia di altre donne che avevano dovuto abortire illegalmente. Questa è la storia di donne, ma anche di alcuni uomini, che hanno combattuto per la conquista dei diritti. C'è Elvira Banotti, che per anni ha raccolto le testimonianze di donne e di medici che praticavano gli aborti al di fuori della legalità perché non esisteva una legge e si battevano per questo, c'è Gigliola Pierobon diventata suo malgrado nota perché processata e condannata per aver abortito clandestinamente. Ci sono anche le donne e gli uomini che nel '53 fondarono l'AIED, l'Associazione Italiana per l'Educazione Demografica, che si è battuta per una procreazione consapevole (fino a primi anni '70 in Italia la contraccezione era di fatto illegale).

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    • Maria Grazia Calandrone e Mario Andreose
      Feb 7 2026

      "Dimmi che sei stata felice" di Maria Grazia Calandrone e "Un'educazione veneziana" di Mario Andreose

      Un romanzo che incrocia le vicende personali di quattro generazioni di donne con i fatti storici, dove la cronaca storica non è semplice sfondo: il bombardamento su Roma nel luglio del '43, il '68, la strategia della tensione, la lotta fra bande criminali a Ostia, la diffusione dell'amianto nelle costruzioni. Sono questi i fatti che costituiscono l'ossatura del romanzo "Dimmi che sei stata felice" (Einaudi) di Maria Grazia Calandrone, autrice fra l'altro di "Splendi come vita", in cui raccontava il rapporto turbolento con la madre adottiva, e "Dove non mi hai portata", in cui si ricostruiva la vita della madre biologica che l'aveva lasciata quando lei era neonata in un parco, proprio perché la trovassero, prima di togliersi la vita. Nel romanzo seguiamo le vite di Lidia, che perde due figli nel bombardamento di Roma, la figlia Angelica, cresciuta in un collegio di suore, Aurora, figlia di Angelica, che ha un rapporto conflittuale con la madre che a un certo punto della sua vita si trasferisce ad Ostia, dove incontra Viola con la quale nasce una relazione, infine Astra, figlia di Aurora.

      Nella seconda parte parliamo di "Un'educazione veneziana" (La nave di Teseo), memoir di Mario Andreose, un uomo di editoria che ha iniziato come correttore di bozze a Il Saggiatore per poi arrivare a ruoli dirigenziali, soprattutto in Bompiani. Nel 2015 è stato fra i fondatori, insieme a Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco, di cui era amico e curatore editoriale, della casa editrice La nave di Teseo. Nel memoir ricostruisce la sua infanzia e giovinezza a Venezia: una famiglia umile, una "dignitosa indigenza", una tragedia che ha segnato l'infanzia (la morte del gemello a quattro anni e della sorellina a tre anni), una madre che lo considera un po' poco, perché dice che un gemello è pur sempre "una metà". Ma poi c'è l'incontro, meraviglioso, con i libri, il teatro, il cinema, l'arte, nella Venezia anni Cinquanta, dove circolano artisti e intellettuali.

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