Couverture de Educare con calma

Educare con calma

Educare con calma

De : La Tela
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"Educare con calma" è un bel principio di cui a me, per natura, mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore — non ancora finito — per arrivarci. Mi chiamo Carlotta Cerri e questa è la mia ragnatela di pensieri che so sempre dove iniziano e mai dove finiscono. Parlo di genitorialità a lungo termine, disciplina positiva, Montessori, multilinguismo, viaggiare a tempo pieno con bambini e fare homeschooling —di quelle vite imperfette, che si sbaglia e ci si perdona.La Tela Parentalité Relations
Épisodes
  • 293. Quando i genitori non sono d’accordo su come educare
    Oct 30 2026

    In questo episodio di Educare con calma condivido con voi alcuni semini nati dalla prima tavola rotonda su La Tela con Elisa Pella, Sara Ghirelli, Silvia D’Amico e Karen Taranto. Parliamo di cosa succede quando due genitori non sono d’accordo su come educare e di come costruire un’alleanza educativa senza perdere di vista la direzione comune, anche quando le strade per arrivarci sono diverse.

    Partendo dai dati del sondaggio fatto con la community su quanti genitori vivono l’Educazione a Lungo Termine insieme al partner (13%) e per quanti di loro la differenza di stile educativo è una tensione ricorrente (il 60%), vediamo insieme come alzare lo sguardo sugli obiettivi a lungo termine, come coinvolgere il partner invece di escluderlo, cosa fare quando a scontrarsi sono i valori e vedere l’accordo come un processo, distinguendo ciò che è negoziabile da ciò che non lo è.

    Non manca la domanda più difficile: e se l’accordo proprio non si trova? Ti spiego perché anche un solo adulto di riferimento può fare la differenza.

    :: Nell'episodio menziono:

    • Il workshop live «Non siamo d’accordo su come educare» con Elisa Pella e Karen Taranto.

    • Il percorso «Due genitori, una direzione» per riflettere su come fare alleanza.

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    26 min
  • 292. Limiti e flessibilità: cambiare idea significa «dargliela vinta»?
    Oct 23 2026

    In questo episodio di Educare con calma parliamo di disciplina, una delle fatiche più comuni della genitorialità. Ragiono sul peso dell’obbedienza con cui molti di noi sono cresciutə e sulla differenza tra limiti non negoziabili, i «no fuoco», e limiti più flessibili, i «no divano», su cui possiamo permetterci di ascoltare, adattarci e, se serve, cambiare idea.

    Parto dal post di Caterina, che ci ha scritto nel Forum de La Tela. Dopo una lunga giornata al nido, suo figlio di due anni e mezzo ha rifiutato la doccia. Davanti alla sua disperazione lei ha fatto un passo indietro: lo ha abbracciato, gli ha chiesto se avesse freddo, ha rimandato la doccia al giorno dopo e gli ha proposto un compromesso. Poi, però, si è chiesta: è giusto «dargliela vinta»?

    È una domanda che condividiamo in tantissimə, perché limiti e disciplina sono il cuore di molte sfide genitoriali. Ma cambiare idea davanti al pianto di un bambino non è per forza una resa. A volte è il modo in cui scegliamo di stargli accanto. Il punto è capire quando un limite serve davvero e quando stiamo solo applicando un’idea di obbedienza che ci hanno insegnato da piccolə.

    Nell'episodio vi condivido l’immagine delle «bombole d’ossigeno» e due strumenti concreti: la preparazione, cioè anticipare ciò che sta per accadere, e le opzioni, cioè lasciare al bambino una scelta dentro un limite che resta fermo.

    :: Nell'episodio menziono:

    • La Masterclass Disciplina a lungo termine.


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    28 min
  • 291. Ristoranti «Child Free» e media italiani
    Oct 16 2026

    In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una recente intervista radiofonica sui ristoranti «child-free» e vi propongo la riflessione che non sono riuscita a portare fino in fondo in quella sede: capisco il desiderio di spazi senza bambinə, ma contesto l'etichetta «child-free». Credo ci serva meno discriminazione e più educazione, e che la vera soluzione stia nella responsabilità genitoriale, in limiti non permissivi e in ambienti pensati per aiutare i bambinə ad avere successo, come facciamo con la nostra app Spazi La Tela.

    Vi condivido, inoltre, alcuni messaggi che ho ricevuto, da cui emerge chiaramente quanto nei media italiani prevalgano spesso litigi e sensazionalismo e mi sono chiesta se sia la società a influenzare quel modo di fare informazione, o se siano i media a plasmare il modo di essere della società.

    Penso che a livello societario non ci serva un'etichetta che discrimina di più, come «Child Free».

    Ci serve, come società, più educazione, nel senso proprio di imparare cose nuove, educarci su alcuni temi:

    • Per i genitori, per esempio, insegnare ai bambinə ad adattare il comportamento all'ambiente (concetto per me molto importante, che è ben diverso da «stai zitto e fermo»);
    • Per i ristoratori, come chiedere a una famiglia di portare fuori il bimbə che piange ininterrottamente e aiutarlə lì a regolarsi (più facile che restando dentro, tra l'altro). Questo, secondo me, la famiglia dovrebbe avere l'accortezza di notare e farlo senza che glielo si chieda, ma se ce l'ha, perché non glielo si può chiedere con gentilezza?;
    • Per i genitori, come accogliere quella richiesta senza prenderla sul personale: non c'è nulla di personale nel chiedere a una famiglia di uscire perché il pianto del bambinə sovrasta tutte le altre voci. Se un adulto urlasse, gli si chiederebbe lo stesso, no? Non significa che i bambinə non sono benvenutə, significa che tutte le persone presenti hanno il diritto di avere un pasto piacevole (incluso il bambinə, che se piange disperato chiaramente non sta godendo di quel momento);
    • Per i ristoratori, imparare a offrire piccole cose nei loro ristoranti per intrattenere i bambinə o, se non vogliono, imparare a comunicare con gentilezza a una famiglia che il loro locale non è adatto a bambinə piccoli: non solo non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, ma farebbero anche un piacere sia ai genitori sia ai bambinə.
    • Per i genitori, imparare a mettere i bambinə nella condizione di avere successo: se i bambinə hanno una brutta reputazione è anche perché (oltre a quello che dico nell'episodio) spesso noi genitori lə indirizziamo verso il «fallimento», come portarlə a cena fuori tardi o in un ristorante non adatto a loro…


    Tutto il resto lo trovate nel podcast.

    Non ci serve il «Child Free». Ci serve meno discriminazione e più educazione.


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    40 min
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