6 - Il Manager Coach
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In questa puntata parliamo di manager coach. Partiamo da un’affermazione ricorrente che merita di essere messa a fuoco: l’idea che un buon manager debba fare il coach delle persone del proprio team.Spieghiamo perché, dal punto di vista dei fondamenti metodologici, queasta promessa è fuorviante. Il coaching si basa su una relazione di apprendimento in cui il coachee si sente libero di esprimersi senza timore di giudizio o, peggio, di ritorsioni future, il che implica una posizione neutrale del coach. In una relazione gerarchica questi requisiti non possono essere presenti, e la persona non può sentirsi davvero libera di portare fragilità, dubbi e pensieri senza filtri. E quando manca questa sicurezza psicologica, la sessione rischia di diventare un esercizio di compiacenza.Poi facciamo chiarezza su ciò che invece funziona. Un manager può usare strumenti di coaching nella leadership. Può ascoltare meglio, porre domande più utili, dare feedback con più qualità, stimolare responsabilità ed engagement. Questo non lo rende un coach, ma un leader che integra abilità di coaching come uno stile tra altri stili.Entriamo anche nel tema della flessibilità nello stile di leadership e di management. Parliamo di leadership situazionale che aiuta a leggere contesti e persone, alternando presenza, conversazioni generative, direzione e decisione quando serve. E chiudiamo con un invito pratico alla formazione strutturata, alla pratica riflessiva e un sistema di feedback continuo.
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