Épisodes

  • Il tempo qui e ora, non esiste!
    Apr 22 2026
    QUI E ORA
    Non esiste il qui e ora come ce lo racconta la new age. È una formula comoda, ma la mia esperienza dice altro: il presente è già un ritorno, un’eco del passato che si ripresenta. Allo stesso modo il futuro è il ritorno di un’onda già passata.

    Quello che chiamiamo tempo è l’intervallo tra futuro e passato. Il “qui” che crediamo di vivere è in realtà questo intervallo, e in fondo non esiste. Ma allora come si determinano gli eventi che chiamiamo presenti? Perché non riusciamo a incidere davvero su quel momento?

    Prendiamo un esempio concreto. Vedo una ciotola che mi piace, non mi serve ora, eppure qualcosa mi spinge a comprarla. Passano mesi, arriva un cane e quella ciotola diventa esattamente ciò che serve. È come se il cane avesse già saputo della ciotola e avesse determinato quell’acquisto. La ciotola non era per me: era per lui. Eppure il cane non era ancora nato quando ho comprato la ciotola. Il futuro, insomma, si era già descritto.

    Il cervello vive nel passato, mai nel presente e mai nel futuro. Ricordo la mia esistenza fin da quando ero nella placenta. Quando sei feto non stai solo crescendo come corpo biologico: esiste una coscienza, potremmo chiamarla di gruppo o multidimensionale, che lavora per creare il tuo corpo sottile. Questa coscienza progetta il tuo tempo dopo la nascita. Non immaginate l’ego: è una coscienza che opera su più dimensioni e determina micro eventi che vengono accettati o rifiutati mentre ancora non sei nato.

    Potresti anche non nascere se quei micro eventi non si allineano correttamente, oppure potresti nascere con patologie. Si determinano condizioni di vita e ambientali come si scelgono i pezzi di un puzzle. Questo lavoro avviene in un tempo zero che si proietta in avanti, diciamo fino ai sei mesi successivi alla nascita. Dopo la nascita si crea il primo passo post parto: il neonato vive ciò che è già stato determinato mentre era nella pancia.

    Nei primi sei mesi la coscienza non è ancora egoica, non ha sviluppato l’io. Potrebbe scegliere di non continuare a determinare il tempo, rifiutando quella realtà. Se lo fa, è perché qualcosa non si è allineato: l’assemblaggio non è andato bene. Non c’è colpa, solo un errore di campo o una scelta di non entrare nel campo. Questa visione cambia radicalmente il modo in cui la coscienza egoica percepisce il proprio esserci nell’intervallo che chiamiamo vita.

    La vita non è l’onda del tempo che percepiamo come tempo. Esiste da sempre nella ipercoscienza perché è multidimensionale. Possiamo collocarla ai margini tra materia densa e materia sottile, come se fosse un’unione tra 3D e altro. Il senso del vivere è il punto di assemblaggio, non il prodotto finito: non è il corpo che abbiamo. Quando qualcosa è compiuto, inizia a morire, entra in entropia. Immaginate una cipolla a strati: quando è completa comincia a sfaldarsi.

    Nel punto di assemblaggio sono presenti tutte le possibilità temporali. Puoi non scegliere il puzzle già programmato, puoi costruire un nuovo programma sulla base biologica con piccole modifiche, oppure spostare la coscienza altrove. Ricordate che esistono esseri multidimensionali: la scelta del puzzle non è mai del tutto individuale. Ogni pezzo influenza il nostro stile di vita multidimensionale.

    Il corpo biologico è la radice, la base che dà o toglie nutrimento all’intero sistema, l’albero. La radice non gestisce direttamente i frutti o la fioritura, ma fornisce energia. La radice può essere dormiente o può svegliarsi e pretendere coscienza delle sue componenti. Quando la radice si risveglia, il quadro della vita emerge: lo scopo, che non è solo individuale ma multidimensionale, prende forma.

    La radice egoica viene tenuta passiva perché crea interferenza. Sta a un livello base che non è indispensabile, perché ogni frutto dell’albero può muoversi anche senza la radice attiva. Ma la radice fornisce potere ed energia, quindi ha valore. ...

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    10 min
  • L'amore non salva
    Mar 31 2026
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    3 min
  • Ep. 19 Il Patriarcato, il Diavolo, l'uomo caduto e l'Immortale
    Mar 19 2026
    “La caduta dell’Egitto non è solo un fatto storico. È la fine del ciclo eroico.
    Con gli Hyksos entra il patriarcato mandriano, il dio unico, la proprietà, il controllo.
    Pan diventa il Diavolo, gli dèi della natura diventano mostri, e l’uomo smette di essere un semidio per diventare un suddito.
    È da lì che nasce l’umano moderno.
    Gli ultimi diventano i primi, e il simbolo si spegne.
    Ma nei numeri, nei tarocchi, nei miti, la memoria del ciclo eroico non è mai morta.”

    IL RITORNO
    Vorrei adesso far comprendere cosa spingeva gli alchimisti occidentali a ipotizzare il ritorno, il reintegro della natura umana nelle sue origini mitiche, eroiche. In altre parole, l'immortale è un concetto non filosofico, ma iniziatico che si lega la Daimon come vettore IAO, ma da dove nasce questo anelito? Se non è un sogno, quale è legame che unisce un periodo iperumano al nostro subumano ?


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    9 min
  • Ep. 18 Il ciclo eroico: l’uomo come ponte tra natura e divino
    Mar 18 2026
    Perché confondiamo amore e possesso, l'eroe e suddito.
    Nel ciclo eroico (quello dei miti, dei nomadi, dei pastori, dei guerrieri):
    l’uomo non è separato dalla natura, l’eroe è metà umano e metà divino, il corpo è sacro,
    l’istinto è guida,
    la natura è maestra,
    Pan è un dio, non un mostro. L’eroe è colui che integra: animale + umano + divino.
    È un essere intero.

    2. Il ciclo umano: l’uomo come suddito Quando nasce la società agricola, nasce il ciclo umano: l’uomo non è più ponte,
    l’uomo diventa suddito,
    il corpo diventa peccato,
    la natura diventa pericolo, l’istinto diventa colpa,
    il divino viene spostato in cielo.
    L’eroe non serve più. Serve il contadino obbediente. E per ottenere questo, devi:
    uccidere l’eroe dentro l’uomo.


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    13 min
  • Ep. 17 La Trappola Agricola del Dio Unico
    Mar 17 2026
    Non siamo diventati contadini per scelta. È stata una trappola evolutiva.
    Gli antropologi la chiamano proprio così: la trappola agricola.
    Per decine di migliaia di anni siamo stati:
    nomadi, cacciatori, raccoglitori, pastori, guerrieri, liberi.
    Poi, in un periodo relativamente breve, l’umanità cambia modello:
    si ferma,
    coltiva,
    accumula,
    costruisce villaggi,
    crea proprietà,
    crea gerarchie.


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    9 min
  • Ep. 16 Liberare le coscienze dal controllo del dio contadino
    Mar 16 2026
    Perché oggi le coscienze sono stagnanti e opprimenti?

    Perché viviamo ancora dentro questa separazione:
    Dio in cielo,
    uomo sulla terra,
    natura come minaccia,
    corpo come peccato,
    istinto come errore,
    simbolo come superstizione.

    E quando separi l’uomo dalla sua natura… l’uomo si ammala.

    Si ammala di paura. Si ammala di ossessioni. Si ammala di forme-pensiero. Si ammala di stagnazione.


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    12 min
  • P.15 L’uomo è fatto a immagine del proprio Diavolo!
    Feb 19 2026
    Non è una provocazione. È una diagnosi culturale.
    L’uomo non è fatto a immagine del Diavolo in senso teologico. È fatto a immagine del simbolo che lui stesso ha creato per rappresentare:
    ciò che teme,
    ciò che reprime,
    ciò che non vuole vedere, ciò che non sa integrare,
    ciò che ha demonizzato dentro di sé.
    Il Diavolo non è un’entità esterna. È uno specchio.
    E ogni cultura si costruisce il Diavolo che si merita: se reprime il corpo → il Diavolo diventa corpo;
    se reprime il desiderio → il Diavolo diventa desiderio;
    se reprime la natura → il Diavolo diventa Pan;
    se reprime la libertà → il Diavolo diventa ribellione;
    se reprime il pensiero → il Diavolo diventa conoscenza.

    Il Diavolo è la forma che assume ciò che non vogliamo riconoscere come nostro.
    E quindi sì: l’uomo è fatto a immagine del proprio Diavolo, perché il Diavolo è la sagoma delle sue paure.
    “L’uomo è fatto a immagine del proprio Diavolo. Perché il Diavolo non è un mostro: è la forma che assume ciò che non vogliamo riconoscere come nostro.”




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    13 min
  • P.14 Come si cancella un dio? Si demonizza la sua forma.
    Feb 18 2026
    PAN: il vero antenato del Diavolo
    Prima che il cristianesimo demonizzasse tutto ciò che non controllava, Pan era il dio della natura, della vita selvaggia,
    della fertilità, del ritmo, del panico (che deriva da lui), della musica, del corpo.
    Aveva: corna, zoccoli, barba,
    torso umano, energia sessuale, risate improvvise, potere sulla natura.
    E cosa succede quando arriva una religione che vuole separare spirito e corpo?

    “Pan non è diventato un mostro. È l’uomo che ha dimenticato come leggere la natura. Quando il divino è stato spostato in cielo, la terra è diventata sospetta. Quando Dio è diventato immutabile, la natura è diventata colpevole. E così il dio della vita è stato trasformato nel simbolo del male.
    Non perché fosse malvagio, ma perché era troppo umano, troppo libero, troppo vicino alla verità.”


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    14 min