Scordatevi il Leopardi triste e gobbo dei libri di scuola. Sono a Recanati e vi porto dentro casa sua per farvi vedere che Giacomo aveva una main character energy pazzesca, ma anche un sacco di problemi in cui ci rispecchiamo tutti.
L'infanzia e i 'giochi da nerd': Partiamo dal principio. Ecco la sua culla. Da piccolo non stava solo a studiare: guardate questi giochi da tavolo, mazzi di carte e scacchiere. Era praticamente un gamer dell’800. Aveva pure un teatrino di marionette... insomma, creava contenuti già da allora.
Il rapporto col padre e i 'libri proibiti': Il padre, Monaldo, era un tipo super fissato. Aveva mappato con precisione tutta la casa e creato una biblioteca gigante. Ma la parte più cool? Lo scaffale dei "Prohibiti". Giacomo leggeva i libri "vietati" sotto il naso dei genitori. Un vero ribelle.
Lo studio 'matto e disperatissimo': Guardate questa installazione con i fili rossi. Rappresenta i collegamenti infiniti che faceva tra i libri. Era letteralmente in fissa. Usavano pure una bilancia per pesare la carta e i libri... il livello di studio era davvero hardcore.
Quotes che sono ancora dei mood: Sui muri del museo ci sono frasi che potresti tranquillamente mettere in bio su IG. Tipo: "Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono". Praticamente un invito a essere "reali" e non fake. O le sue riflessioni profonde sul fatto che vivere sia un sillogismo giustissimo, finché la vita si sente davvero.
Conclusione: Alla fine Giacomo è scappato a Napoli per cercare la libertà, dove è rimasta anche la sua maschera funeraria, ma Recanati resta il posto dove tutto è iniziato. Se passate di qui, andate a vedere il suo mondo. Non è letteratura, è vita vera.