Per rotta del Mediterraneo Orientale si fa riferimento all’area geografica che interessa i migranti che da Turchia e Libano attraversano il Mar Mediterraneo per raggiungere le coste della Grecia (in particolare le isole egee), l’isola di Cipro e la Bulgaria.
Sebbene le motivazioni che spingono le persone a partire siano quelle comuni alle varie rotte (guerre, persecuzioni etniche o religiose, estrema povertá, cambiamento climatico e violazioni dei diritti umani), per questa tratta in particolare la causa maggiore è da riscontrarsi nella instabilità in Medio Oriente a partire dallo scoppio della guerra civile in Siria, che ha costretto intere popolazioni a scappare per la sopravvivenza.
Come per la tratta del Mediterraneo Centrale, svariate sono state negli anni le azioni dei paesi coinvolti come la Turchia e la Grecia che, insieme all’UE, hanno provato ad attivare piani di intervento per la gestione del fenomeno migratorio. Quali sono i risultati prodotti da questi patti? Qual è la situazione odierna dei migranti interessati in questi paesi, anche in vista della mancanza di dati certi che possano rappresentare concretamente la situazione?
A questi e ad altri interrogativi abbiamo provato a dare una risposta insieme ad Allegra Salvini, presidentessa e fondatrice di ''Florence Must Act", organizzazione no profit che si occupa di creare uno spazio rispettoso dei diritti umani e delle condizioni di accoglienza dei migranti nella politica migratoria europea e che nel 2019 ha svolto volontariato nel campo profughi Moria, sull'isola di Lesbo in Grecia, e ad Alfredo Curto, assistente legale presso il Legal Centre Lesvos, un'organizzazione no-profit in Grecia che si occupa di consulenza legale gratuita per i migranti che arrivano a Lesbos e di azioni di giustizia collettiva per migliorare le politiche di accoglienza e di confine.
Entrambi ci hanno poi dato la testimonianza diretta delle loro esperienze sul campo, dandoci un punto non solo analitico ma soprattutto umano.