Épisodes

  • Via del Banco di Santo Spirito e “Il medico della mutua”
    Feb 19 2026
    Andiamo in una strada corta e stretta che regala uno degli scorci più affascinanti di Roma. Davanti a noi, guardando verso il Tevere, emerge la mole di Castel Sant’Angelo con il suo ponte che per secoli ha rappresentato l’unica via di collegamento tra il centro città e il Vaticano.

    Partiamo dalla sede della vecchia zecca, l’edificio che poi diventerà il Banco di Santo Spirito. Lungo la strada c’è l’Arco dei Banchi, con la più antica lapide di una inondazione del Tevere, e poi la chiesa dei Santi Celso e Giuliano, dove fu battezzato il futuro Papa Pio XII.

    E proprio alla fine, di fronte ad un portico realizzato con colonne di spoglio e un bell’architrave, è stata girata una scena di uno dei film più famosi e amati di Alberto Sordi: “Il medico della mutua”.

    Nel film del 1968 diretto da Luigi Zampa, tratto da un libro di Giuseppe D’Agata, oltre a Sordi, recitano Bice Valori, Nanda Primavera, Claudio Gora e l’immancabile, almeno in quel periodo, Leopoldo Trieste.

    Piero Piccioni firma una colonna sonora inconfondibile con la famosa Samba Fortuna che introduce le azioni del Dott. Tersilli.

    Siamo al cospetto del miglior Sordi e se all’epoca “Il medico della mutua” ci faceva ridere, oggi ci spinge a riflettere su quel diritto alla salute che dovrebbe essere sempre garantito dallo Stato, ma che ormai viene sempre più di frequente tradito.

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    15 min
  • Piazza della Consolazione e “C’eravamo tanto amati”
    Feb 12 2026
    Sul tracciato di un’antica strada romana e sotto la Rupe Tarpea, si apre piazza della Consolazione così chiamata da un’immagine miracolosa della Madonna e di un ospedale dove svolse il suo servizio, fino alla morte, San Luigi Gonzaga.

    Sulla piazza c’era una trattoria popolare che i romani conoscevano come “Dal re della mezza porzione”. Quella trattoria, che oggi non c’è più, è uno dei luoghi centrali di un capolavoro del cinema italiano: “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Giovanna Ralli, Stefano Satta Flores.

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  • L’Isola Tiberina e “Febbre da cavallo”
    Feb 5 2026
    Andiamo nel cuore di Roma, su una piccola isola collegata da due antichi ponti, che contiene un ospedale, due chiese, una torre, un cimitero e un’immagine miracolosa della Madonna la cui lampada continuò ad ardere anche sotto ad una piena del Tevere.

    Al centro dell’isola c’è un’antica farmacia protagonista di una delle scene iniziali del film di Steno “Febbre da cavallo”, un vero e proprio film cult con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto e Adolfo Celi. Alzi la mano chi non ricorda almeno una delle innumerevoli battute del film.

    Un racconto, come al solito, pieno di curiosità.

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    17 min
  • Santa Croce in Gerusalemme e “Il federale”
    Jan 29 2026
    Nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, così chiamata perché eretta da Elena, la madre dell’imperatore Costantino, sulla terra trasportata da lei stessa a Roma dal luogo del calvario di Cristo, sono custodite le sacre reliquie della Santa Croce: il Titulus Crucis, ovvero l'iscrizione che, secondo i Vangeli, era posta sulla croce; un chiodo, anch'esso rinvenuto da Sant'Elena; due spine della Corona, il dito di San Tommaso che toccò il costato di Cristo e una parte della croce del Buon Ladrone.

    Nella cappella sotterranea è presente anche la tomba della piccola Antonietta Meo, una bambina romana morta nel 1937 quando aveva poco più di sei anni. È conosciuta come Nennolina e il modo in cui ha affrontato il dolore e la morte ha spinto la Chiesa a dichiararla Venerabile. Potrebbe diventare la più giovane santa non martire della storia della Chiesa.

    Di fianco alla basilica, sulla sinistra, c’è il Museo della Fanteria, qui fu girato il film di Luciano Salce “Il federale” con Ugo Tognazzi e una giovane Stefania Sandrelli.

    Tognazzi è il sempliciotto miliziano fascista Primo Arcovazzi, tutto ardimento e slogan di regime; riceve l’ordine di catturare il professor Erminio Bonafè, antifascista alla macchia, interpretato da Georges Wilson, mentre gli alleati sono ormai alle porte di Roma. Dopo l’arresto, il loro viaggio verso la città è un confronto tra due ideologie ma soprattutto uno spaccato del disorientamento italiano in quel delicato periodo storico. Sulla strada, visto il rapido mutare degli eventi in quel maggio del 1944, anche il rapporto tra i due diventerà più solido e i ruoli si scambieranno fino al drammatico finale, dove sarà proprio Bonafè a salvare da morte certa l’ormai stanco e disilluso Arcovazzi, accerchiato dai partigiani.

    Tra le tante curiosità che il film propone, una delle più interessanti è legata alla sua colonna sonora: è stata la prima partitura scritta da Ennio Morricone per il cinema.

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    14 min
  • Il Mausoleo di Santa Costanza e “Profondo rosso”
    Jan 22 2026
    Sulla via Nomentana l’imperatore Costantino fa costruire agli inizi del IV secolo una grande basilica nei pressi del cimitero sotterraneo dove era sepolta la martire Agnese. Il Mausoleo integrato nella grande struttura è intitolato a Santa Costanza, figlia dell’imperatore, anche se, in verità, il suo nome era Costantina e non era una santa. Nel XVII secolo divenne un ritrovo di artisti fiamminghi, riuniti in un'associazione chiamata Schildersbent (clan dei pittori), che qui praticavano rituali in onore del dio Bacco. L’esponente più famoso fu Pieter van Laer, detto “Il Bamboccio” per il suo aspetto sproporzionato; dipingeva principalmente scene di vita quotidiana del popolo romano, dette bambocciate e gli appartenenti alla sua scuola furono detti Bamboccianti.

    Nel Mausoleo è ambientata la prima scena di “Profondo rosso” di Dario Argento. Il regista romano gira il suo quinto film usando innovazioni tecnologiche all’avanguardia, cineprese innovative, effetti speciali ideati da Carlo Rambaldi e una colonna sonora che decretò il successo di uno sconosciuto gruppo italiano progressive: i Goblin. All’uscita la critica non fu benevola ma negli anni a seguire il successo del film è stato via via crescente ed è culminato, nel 2025, con la celebrazione del cinquantenario, con tanto di concerti e proiezione live e la sonorizzazione in diretta degli stessi Goblin.

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    12 min
  • Il palazzo delle Esposizioni e “Girolimoni, il mostro di Roma”
    Jan 15 2026
    Parliamo del caso Girolimoni, il fotografo che fu accusato durante il ventennio fascista di aver stuprato e ucciso delle bambine. Il “mostro” fu sbattuto in prima pagina e dato in pasto all’opinione pubblica ma, alla fine, fu prosciolto da ogni accusa, senza riavere indietro, però, la sua dignità, ormai perduta, tanto che ancora oggi a quasi cento anni di distanza c’è ancora qualcuno che infanga la sua memoria usando il suo nome per accusare qualcuno o più semplicemente metterlo alla berlina.

    E uno dei luoghi dove si svolge una delle sequenze chiave del film, il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, è l’oggetto della passeggiata di questa settimana, alla scoperta del primo edificio pubblico di Roma capitale. Con la sua mole nasconde un’antica chiesa nella quale è conservato, nell’affresco dell’abside, un ritratto inquietante e unico del Cireneo.

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  • Santa Maria sopra Minerva e “Ieri, oggi, domani”
    Dec 18 2025
    Costruita tra il Duecento e il Trecento, e poi via via rinnovata nei secoli successivi, questa grande basilica dei domenicani prende il nome dal Tempio di Minerva Calcidica, costruito dall’imperatore Domiziano davanti al grande complesso della Porticus Divorum.

    Fu la chiesa dei Fiorentini prima della costruzione di San Giovanni dei fiorentini, appunto, su via Giulia. Qui si svolgeva la solenne cerimonia dell’abiura imposta dal Tribunale del Santo Uffizio a eretici e scismatici condannati. La grande partecipazione popolare, in alcuni casi, sfociava in una ressa che costringeva i cardinali più vigorosi a usare addirittura i pugni.

    E poi c’è una storia tutta da scoprire legata all’obelisco della piazza, sistemato dal Bernini sopra un piccolo elefante.

    Tra Piazza Navona e la chiesa di Santa Maria sopra Minerva è ambientato il terzo episodio di “IERI OGGI DOMANI”, film del 1965 diretto da Vittorio De Sica che vinse l’Oscar come miglior film straniero. L’episodio in questione si intitola “Mara”; scritto da Cesare Zavattini narra la storia di una prostituta di alto rango che però si prende a cuore la causa del suo dirimpettaio, un giovane seminarista la cui vocazione viene messa in discussione dai mille dubbi della vita.

    In questo episodio, come molti di voi ricorderanno, Sophia Loren si cimenta in uno dei più celebri spogliarelli della storia del cinema di fronte ad un eccitatissimo ed ululante Marcello Mastroianni.

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  • Il portico d’Ottavia e “I tartassati”
    Dec 11 2025
    È una storia che parte dall’imperatore Augusto e arriva fino a Cola di Rienzo, il Tribuno del Popolo che proprio dalla chiesa che è incastonata nel Portico d’Ottavia, si mosse alla conquista del Campidoglio. Raccontiamo anche del mercato del pesce e di una lapide che segnava una tassa sul pescato. E a proposito di tasse, il film collegato è proprio “I tartassati” con Totò e Aldo Fabrizi. Steno firma la regia di quello che può essere definito un ideale seguito di Guardie e ladri, interpretato dalla stessa formidabile coppia di attori.

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