Épisodes

  • #4 Preferirei di no
    Jan 24 2026

    1853, Wall Street. Bartleby con il suo "preferirei di no" ci ha messo davanti alla possibilità del rifiuto assoluto. E dopo che abbiamo rifiutato, il sistema che fa? Beh, va avanti.

    La società della stanchezza di Han dice che il lavoro è talmente tanto pervasivo da esistere anche dove pensavamo che prima non esistesse, anche perché siamo sempre dentro una megastruttura a 6 livelli, come sostiene Bratton.

    Per riposarci davvero non serve una app per meditare, ma un'alternativa: che sia il Fediverso? Beh, anche.

    Il libro di Kenobit lo trovate qui: https://www.agenziax.it/assalto-piattaforme

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  • #3 Sono puro, sono vero
    Jan 17 2026

    Novembre 2023, Roma. Intervengo ad una assemblea del PD e mi sento un imbroglione. Certo, nemmeno Sanders e Mamdani mi sembrano proprio degli angioletti, eppure hanno belle idee e funzionano?

    Secondo me, stiamo prendendo un abbaglio con questa faccenda dell'autenticità e della performance. Specie se facciamo politica.

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  • #2 Colonialismo magico
    Jan 10 2026

    Sei gennaio 2026, tribunale di Manhattan. Un uomo in catene davanti a un giudice di novantadue anni. Dice: "Sono il presidente del Venezuela. Sono stato rapito." Trump posta il video su Truth Social con la musica. Quaranta morti a Caracas. "Operazione brillante, spettacolare."

    García Márquez aveva già scritto tutto: massacro di Ciénaga 1928, migliaia di morti, il giorno dopo zero vittime ufficiali. Il realismo magico non era fantasia. Era l'unico modo per raccontare l'orrore senza impazzire.

    Il colonialismo non se n'è mai andato. Trump dice: "Il petrolio venezuelano era rubato agli americani. Lo riprendiamo." Witkoff e Kushner non sono diplomatici, sono la Compagnia delle Indie che ha smesso di fingere. E noi? Continuiamo a pensare che la politica estera sia una questione di principi morali mentre loro mandano i cannoni.

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  • #1 La destra sa ballare
    Jan 3 2026

    Estate 2018, Lignano Sabbiadoro. Scendiamo dal van con i vetri oscurati e nessuno ci caga. Poi arrivano i Kolors e la folla esplode. Albi mi guarda e dice: "Ma sei sicuro che essere famosi in un Paese con la destra al quaranta per cento sia una cosa positiva?"

    Da quel giorno mi perseguita un pensiero: Perché la destra produce desiderio e noi produciamo analisi? La destra sa da sempre che il corpo viene prima del cervello. E il corpo vuole ballare. Godere. Perché a sinistra abbiamo paura della gioia immediata? E soprattutto: possiamo costruire una politica che faccia venire voglia di ballare, senza vergogna e senza che sia uno schifo?

    Spoiler: sì, ma dobbiamo smettere di stare nell'angolo con le braccia conserte a spiegare perché gli altri ballano male.

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