Non chiamateli guerrieri!
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Pierluigi Battista a pochi giorni dalla morte di Gianluca Vialli ammonisce a non usare metafore belliciste per descrivere l'esperienza dei malati di cancro.
Vedere nel malato una sorta di eroe impegnato in un'epica battaglia contro un nemico sconosciuto per quanto invincibile, lascia il forte sospetto che con ciò non si stia che tentando di eludere l'angoscia negando la consapevolezza di quanto tale condizione possa appartenerci.
Si corre così il rischio di rinchiudere il malato nella solitudine della sua "lotta" individuale e indurlo a sentirsi debole e sconfitto piuttosto che a rendere noi stessi in grado di stargli accanto condividendo almeno in parte il senso della sofferenza e della morte che farà comuque parte della nostra come della sua vita.
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