Cover of Noir Italiano

Noir Italiano

Noir Italiano

By: Lukaos Production - Hypercast
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Noir Italiano è il podcast che racconta i grandi misteri italiani, un caso alla volta: mafia e stragi, giochi di potere, depistaggi e segreti di Stato, delitti che hanno diviso il Paese e casi che dopo quarant'anni non hanno ancora un colpevole. Ogni episodio è un documentario su una sola storia: cosa è successo davvero, chi erano le persone coinvolte, cosa hanno stabilito i tribunali e cosa resta ancora aperto. Niente teorie e niente scorciatoie: solo fatti verificati, atti e sentenze, e rispetto per chi quelle storie le ha vissute. Sono storie lunghe, raccontate con calma, da ascoltare in cuffia o da guardare.© 2026 Lukaos Production – Noir Italiano. Tutti i diritti riservati.
Episodes
  • Peppino Impastato — Cento Passi dalla Mafia
    10 Oct 2026
    Il 9 maggio 1978 la mafia sistemò tutto perché sembrasse un incidente. Un bombarolo morto dalla sua stessa carica. Un terrorista di sinistra vittima di sé stesso. Avevano scelto quella notte con cura: quella stessa mattina, a Roma, veniva trovato il corpo di Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault rossa, e l'Italia intera aveva gli occhi su Via Caetani. Peppino Impastato aveva trent'anni. Era cresciuto a Cinisi, in provincia di Palermo, in una casa a cento passi da quella del boss più potente della Sicilia occidentale. Suo padre era un uomo d'onore. Suo zio era il capomafia del paese, saltato in aria in un'autobomba nel 1963. Ogni regola sociale, ogni legame di sangue, ogni aspettativa della sua famiglia e del suo paese diceva che doveva stare zitto, abbassare la testa, e lasciare le cose come stavano. Invece Peppino Impastato fondò Radio Aut. E ogni sera, in tutta la zona tra Cinisi e Palermo, si sentiva quella voce che chiamava il boss più temuto di Sicilia "Tano Seduto", che ribattezzava il paese "Mafiopoli" e il municipio "Maficipio". Prendeva in giro la mafia. Davanti a tutti. Ogni giorno. In questo documentario racconto tutta la storia: da dove veniva Peppino, perché aveva fatto quella scelta impossibile, come Radio Aut era diventata un'arma antimafia senza precedenti, e soprattutto cosa successe dopo quella notte del 9 maggio. Il depistaggio costruito con precisione. I vent'anni di lotta della madre Felicia. Il processo che arrivò in ritardo di quasi un quarto di secolo. E l'ergastolo per Gaetano Badalamenti — pronunciato nel 2002, mentre il condannato era già in un carcere americano per un altro traffico. Questa è la storia di un uomo che capì qualcosa che la mafia non poteva accettare: che il potere si misura in quello che spaventa. 📌 Capitoli: 0:00 — Capitolo 1: Il Figlio del Mafioso 25:00 — Capitolo 2: Onda Pazza 50:30 — Capitolo 3: 9 Maggio 1978 **Capitolo 1 — Il Figlio del Mafioso** Cinisi, 1948. Un paese di quattromila anime dove la mafia non si nasconde. Luigi Impastato, condannato al confino per appartenenza alla mafia. Cesare Manzella, capomafia del paese, zio di Peppino per via paterna, saltato in aria il 26 aprile 1963. Gaetano Badalamenti, erede del potere mafioso locale, che abita a cento passi dalla casa degli Impastato. E in mezzo a tutto questo: un ragazzo che inizia a vedere quello che tutti fingono di non vedere, e che sceglie di non fingere. **Capitolo 2 — Onda Pazza** 1977. La Corte Costituzionale libera le radio locali. Peppino fonda Radio Aut con Salvo Vitale e un gruppo di amici. Da Terrasini, con un trasmettitore artigianale e zero budget, inizia a trasmettere qualcosa che non si era mai sentito in quella zona: satira sulla mafia. Badalamenti diventa "Tano Seduto". Cinisi diventa "Mafiopoli". Il municipio diventa "Maficipio". Il boss locale diventa il bersaglio quotidiano di un comico. Intanto la Pizza Connection muove 1600 chili di eroina attraverso l'aeroporto di Punta Raisi. E Peppino decide di candidarsi alle elezioni comunali. **Capitolo 3 — 9 Maggio 1978** La notte tra l'8 e il 9 maggio 1978. Il corpo sui binari. Il depistaggio costruito per sembrare perfetto. L'ombra di Aldo Moro che copre tutto. La madre Felicia che per vent'anni non smette di chiedere verità. Il Centro Peppino Impastato fondato nel 1979. Il dossier "Notissimi ignoti" del 1986. Il collaboratore Vito Palazzolo che nel 1996 nomina Badalamenti. L'ergastolo dell'11 aprile 2002. E l'eredità di un uomo che aveva capito che le risate fanno più paura delle bombe. Questo podcast fa parte di Hypercast Network — Per proposte commerciali scrivi a: r.verrengia@hypercast.studio Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 21 min
  • Felice Maniero — Faccia d'Angelo e la Mala del Brenta
    9 Oct 2026
    C'è un fiume, in Veneto, che dà il nome a una delle organizzazioni criminali più particolari della storia italiana: la Mala del Brenta. La prima, e a oggi unica, organizzazione riconosciuta dalla giustizia come mafia nata nel Nord Italia. Al suo vertice un uomo solo, Felice Maniero, detto "Faccia d'angelo". Questa è una ricostruzione costruita su un solo principio: i fatti accertati e ciò che hanno stabilito le sentenze. Niente glorificazione, niente epica criminale. Raccontiamo l'ascesa di una banda di ladri di campagna di Campolongo Maggiore che, negli anni Ottanta e Novanta, conquista il Triveneto con rapine clamorose — la Madonna Nicopeia, l'Hotel des Bains, 170 chili d'oro all'aeroporto, 2 miliardi di lire al Casinò di Venezia — il controllo del gioco d'azzardo, lo strozzinaggio e infine il traffico internazionale di droga. Ma dietro la leggenda del bandito imprendibile e delle evasioni spettacolari ci sono le vittime. I cambisti uccisi, gli omicidi del 1984, e soprattutto Cristina Pavesi, studentessa di Conegliano morta a vent'anni nel 1990 durante una rapina al portavalori finita in tragedia. A loro va il primo pensiero. Nel novembre 1994 Maniero viene catturato a Torino dopo le evasioni di Fossombrone e del carcere di Padova. E sceglie di collaborare con la giustizia: le sue confessioni al procuratore Antonio Fojadelli portano a quasi 400 arresti e al maxiprocesso dell'aula bunker di Mestre, che nel 2008 riconosce lo stampo mafioso dell'organizzazione con condanne per 539 anni. La sua pena, ridotta a 17 anni grazie alla collaborazione, fa ancora discutere. Oggi Felice Maniero è un uomo vivo e libero, che vive sotto una nuova identità: nel 2025 gliene è stata assegnata un'altra, dopo che il vecchio alias era diventato di pubblico dominio. Tre capitoli per ricostruire tutto, con rispetto per le vittime: l'ascesa e l'impero criminale, le evasioni e le sfide allo Stato, il pentimento e ciò che resta. La storia della prima mafia del Nord, smantellata dal suo stesso fondatore. Questo podcast fa parte di Hypercast Network — Per proposte commerciali scrivi a: r.verrengia@hypercast.studio Temi trattati: Mala del Brenta, Felice Maniero, Faccia D'Angelo, Mafia del Brenta, Mafia Veneta, Mafia del Nord, Campolongo Maggiore, Casino di Venezia, Madonna Nicopeia, Evasione Padova. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 18 min
  • La Trattativa Stato-Mafia — Il Patto Indicibile
    8 Oct 2026
    Noir Italiano — la trattativa Stato-mafia: la storia di uno dei sospetti più oscuri della Repubblica, raccontata con onestà. Perché va detto subito: la trattativa è una tesi, una ricostruzione accusatoria, e sul piano penale questa vicenda si è chiusa con assoluzioni definitive. Nell'estate del 1992, dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio in cui furono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, alcuni carabinieri del ROS avvicinarono Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo condannato per mafia. Da quei contatti, secondo l'accusa, sarebbe nato il papello: dodici richieste attribuite a Salvatore Riina in cambio della fine delle bombe. Un documento la cui autenticità non è mai stata provata, portato alla luce solo nel 2009 da Massimo Ciancimino, poi condannato per calunnia. Nel 1993 le bombe uscirono dalla Sicilia e colpirono Roma, Firenze e Milano. Poi la cattura di Riina, il covo di via Bernini mai perquisito in tempo, la mancata proroga del 41-bis decisa dal ministro Conso, il coinvolgimento di Nicola Mancino e la tempesta sulle intercettazioni che sfiorò il Quirinale. Il processo durò undici anni. Le condanne clamorose del 2018 furono ribaltate: in appello e in Cassazione, nel 2023, Mario Mori, Antonio Subranni, Giuseppe De Donno e Marcello Dell'Utri furono assolti in via definitiva. Bagarella e Cinà: reato prescritto. Resta la distanza, ancora aperta, tra verità storica e verità giudiziaria. Fonti verificate: Wikipedia, Il Post, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, sentenze di primo grado, appello e Cassazione. Documentario in tre capitoli. 00:00 Introduzione — Un cratere e un foglio piegato 00:15 I · LA GUERRA ALLO STATO — Capaci e via D'Amelio, 1992 09:00 II · IL CANALE — Il ROS e Vito Ciancimino 17:00 III · IL PAPELLO — Le dodici richieste attribuite a Riina 26:00 Capitolo 2 — Gli Anni delle Bombe 33:00 I · LA CATTURA — Riina in manette e il covo mai perquisito 43:00 II · LE BOMBE DEL '93 — Roma, Firenze, Milano 52:00 Capitolo 3 — Il Processo 59:00 I · LE CONDANNE — Il primo grado del 2018 01:08:00 II · IL RIBALTAMENTO — Appello e Cassazione: tutti assolti 01:15:00 III · LE DUE VERITÀ — Verità storica e verità giudiziaria Questo podcast fa parte di Hypercast Network — Per proposte commerciali scrivi a: r.verrengia@hypercast.studio Temi trattati: Trattativa Stato Mafia, Cosa Nostra, Strage di Capaci, Via D'Amelio, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Salvatore Riina, Vito Ciancimino, Massimo Ciancimino, Il Papello. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    1 hr and 24 min
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