Cover of Peppino Impastato — Cento Passi dalla Mafia

Peppino Impastato — Cento Passi dalla Mafia

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Il 9 maggio 1978 la mafia sistemò tutto perché sembrasse un incidente. Un bombarolo morto dalla sua stessa carica. Un terrorista di sinistra vittima di sé stesso. Avevano scelto quella notte con cura: quella stessa mattina, a Roma, veniva trovato il corpo di Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault rossa, e l'Italia intera aveva gli occhi su Via Caetani. Peppino Impastato aveva trent'anni. Era cresciuto a Cinisi, in provincia di Palermo, in una casa a cento passi da quella del boss più potente della Sicilia occidentale. Suo padre era un uomo d'onore. Suo zio era il capomafia del paese, saltato in aria in un'autobomba nel 1963. Ogni regola sociale, ogni legame di sangue, ogni aspettativa della sua famiglia e del suo paese diceva che doveva stare zitto, abbassare la testa, e lasciare le cose come stavano. Invece Peppino Impastato fondò Radio Aut. E ogni sera, in tutta la zona tra Cinisi e Palermo, si sentiva quella voce che chiamava il boss più temuto di Sicilia "Tano Seduto", che ribattezzava il paese "Mafiopoli" e il municipio "Maficipio". Prendeva in giro la mafia. Davanti a tutti. Ogni giorno. In questo documentario racconto tutta la storia: da dove veniva Peppino, perché aveva fatto quella scelta impossibile, come Radio Aut era diventata un'arma antimafia senza precedenti, e soprattutto cosa successe dopo quella notte del 9 maggio. Il depistaggio costruito con precisione. I vent'anni di lotta della madre Felicia. Il processo che arrivò in ritardo di quasi un quarto di secolo. E l'ergastolo per Gaetano Badalamenti — pronunciato nel 2002, mentre il condannato era già in un carcere americano per un altro traffico. Questa è la storia di un uomo che capì qualcosa che la mafia non poteva accettare: che il potere si misura in quello che spaventa. 📌 Capitoli: 0:00 — Capitolo 1: Il Figlio del Mafioso 25:00 — Capitolo 2: Onda Pazza 50:30 — Capitolo 3: 9 Maggio 1978 **Capitolo 1 — Il Figlio del Mafioso** Cinisi, 1948. Un paese di quattromila anime dove la mafia non si nasconde. Luigi Impastato, condannato al confino per appartenenza alla mafia. Cesare Manzella, capomafia del paese, zio di Peppino per via paterna, saltato in aria il 26 aprile 1963. Gaetano Badalamenti, erede del potere mafioso locale, che abita a cento passi dalla casa degli Impastato. E in mezzo a tutto questo: un ragazzo che inizia a vedere quello che tutti fingono di non vedere, e che sceglie di non fingere. **Capitolo 2 — Onda Pazza** 1977. La Corte Costituzionale libera le radio locali. Peppino fonda Radio Aut con Salvo Vitale e un gruppo di amici. Da Terrasini, con un trasmettitore artigianale e zero budget, inizia a trasmettere qualcosa che non si era mai sentito in quella zona: satira sulla mafia. Badalamenti diventa "Tano Seduto". Cinisi diventa "Mafiopoli". Il municipio diventa "Maficipio". Il boss locale diventa il bersaglio quotidiano di un comico. Intanto la Pizza Connection muove 1600 chili di eroina attraverso l'aeroporto di Punta Raisi. E Peppino decide di candidarsi alle elezioni comunali. **Capitolo 3 — 9 Maggio 1978** La notte tra l'8 e il 9 maggio 1978. Il corpo sui binari. Il depistaggio costruito per sembrare perfetto. L'ombra di Aldo Moro che copre tutto. La madre Felicia che per vent'anni non smette di chiedere verità. Il Centro Peppino Impastato fondato nel 1979. Il dossier "Notissimi ignoti" del 1986. Il collaboratore Vito Palazzolo che nel 1996 nomina Badalamenti. L'ergastolo dell'11 aprile 2002. E l'eredità di un uomo che aveva capito che le risate fanno più paura delle bombe. Questo podcast fa parte di Hypercast Network — Per proposte commerciali scrivi a: r.verrengia@hypercast.studio Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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