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🎙️ IL CAPPIO e altri libri

🎙️ IL CAPPIO e altri libri

De : MARCELLA BOCCIA
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À propos de ce contenu audio

🎙️ IL CAPPIO e altri libri.

– Il Podcast "La poesia è un cappio attorno al cuore: stringe, soffoca, eppure ti tiene in vita."
"IL CAPPIO e altri libri" è il podcast che dà voce ai versi intensi, crudi e sublimi di Marcella Boccia, poetessa borderline, il cui stile unisce la potenza evocativa di Yeats e l’intensità feroce di Sylvia Plath. Attraverso letture profonde e magnetiche, accompagnate da suoni evocativi e musiche rarefatte, "IL CAPPIO e altri libri" trascina l’ascoltatore in un viaggio tra Caserta, Lampedusa, Mantova, l'India, l'Irlanda e l’abisso dell’anima. Si parla di morte, libertà, poesia come divinità e dannazione, con la voce della stessa autrice e di interpreti che riescono a restituire tutta la forza delle sue parole.
Ogni episodio è un’esperienza immersiva: versi potenti, riflessioni sulla sofferenza, sulla guerra, sulla condizione umana. Un podcast per chi cerca bellezza e verità, anche quando fanno male.
🔗 Disponibile su Spotify, Apple Podcasts e tutte le piattaforme di streaming.

📖 Dal libro “Il Cappio” ed altri – la poesia che non lascia scampo.2025
Art
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Bonne écoute !
    Épisodes
    • La voce del silenzio (Marcella Boccia)
      Mar 7 2025
      La voce del silenzio

      Non c’era Dio nel campo di battaglia,
      solo il vento che frugava nei corpi,
      una preghiera strozzata nel fango,
      la polvere a chiudere gli occhi dei vinti.
      Non c’era Dio nelle mani piagate
      di un uomo lebbroso che sogna la pioggia,
      né nel passo stremato di chi
      baratta la pelle per un pezzo di pane.
      Ho cercato il suo nome nelle crepe dei muri,
      sulle labbra screpolate di un bimbo,
      nei solchi di donne velate che tacciono
      mentre l’oro danza nei palazzi del vuoto.
      Eppure, nel silenzio della terra martoriata,
      tra le macerie gonfie di assenza,
      ho sentito qualcosa più forte di Dio—
      il respiro stanco degli ultimi,
      che ancora, ostinati,
      chiamano la vita per nome.


      (dal Libro "Cercavo dio, ho trovato tormento", di Marcella Boccia)
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      2 min
    • Sotto il cerone, le cicatrici (Marcella Boccia)
      Mar 5 2025
      Sotto il cerone, le cicatrici

      Jone dice che inganno la morte,
      che col trucco dipingo un altro volto,
      e quando lei arriva,
      sospettosa, rapace,
      non mi riconosce
      e se ne va.
      Forse è vero.
      Forse è per questo
      che ogni sera disegno labbra nuove
      su questa bocca spaccata,
      che spalmo polvere dorata
      sulle occhiaie profonde come fosse comuni,
      che mi inciprio il dolore
      finché diventa polvere di stelle
      nel cono di luce del palcoscenico.
      Forse è vero.
      Forse la morte ha bisogno
      di visi nudi per reclamare i corpi,
      e io, giocoliera della mia stessa ombra,
      mi cambio pelle
      ad ogni bisbiglio del sipario,
      ad ogni applauso che risuona
      come un requiem al contrario.
      Ma sotto il cerone,
      le cicatrici cantano il loro coro sommesso.
      Ogni taglio, una nota stonata.
      Ogni crepa, un’eco di pianto.
      Se un giorno la morte si accorgerà di me,
      se capirà che dietro il fard c’è solo carne aperta,
      le chiederò una cosa soltanto:
      non togliermi il trucco,
      lasciami almeno questo inganno,
      perché non saprei morire
      senza un volto felice.


      (dal Libro "Benvenuti al Circo", di Marcella Boccia)
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      2 min
    • Un trucco ben fatto e nessuno ti chiederà come stai (Marcella Boccia)
      Mar 5 2025
      Un trucco ben fatto e nessuno ti chiederà come stai

      Un trucco ben fatto e nessuno ti chiederà come stai.
      Sorriso di gesso, occhi dipinti di vento,
      tra le pieghe del viso, la verità si nasconde,
      sospesa come un filo d’argento sotto il cielo del circo.
      Ogni mattina, il mio volto è un palcoscenico,
      un set di illusioni dove recito
      la parte della donna che non ha ferite.
      Ma le ferite sono dentro, sono il sangue che non scorre,
      il respiro che si fa corto, mentre il trucco copre,
      come un velo di polvere sulle macerie di un cuore.
      Il pubblico applaude, non sa, non vuole sapere,
      che dietro il sorriso di cartone c’è un’anima
      che urla il suo dolore in silenzio.
      E nessuno ti chiederà mai come stai,
      perché il trucco è così perfetto
      che la solitudine diventa solo un dettaglio,
      un accessorio che non può rovinare la festa.
      Gli dèi antichi, vestiti di maschere,
      erano così, sempre pronti a offrire spettacolo,
      ma nessuno li vedeva mai cadere nel loro vuoto.
      Eppure, sotto il peso di questa finzione,
      il mio corpo non sa più cosa sia la luce.
      C’è un’ombra che cresce dentro di me,
      un grido che si strozza tra le labbra.
      Un trucco ben fatto e nessuno ti chiederà come stai.
      Così, mentre indosso la mia maschera di gioia,
      io continuo a camminare,
      sospesa tra la finzione e la realtà,
      tra il pubblico che applaude
      e l’eco del mio cuore che non smette di piangere.
      La bellezza di questo circo è che nessuno vuole vedere
      le cicatrici che porto, invisibili agli occhi
      di chi cerca solo il divertimento,
      di chi non sa che dietro ogni sorriso
      ci sono fiumi di solitudine,
      maree di parole non dette.
      Un trucco ben fatto e nessuno ti chiederà mai come stai.
      Perché chi è davvero pronto a sentire il peso
      di un’anima che si fa polvere?
      Chi, davvero, sa vedere ciò che nessuno ha il coraggio di guardare?
      Eppure, qui, sotto questa maschera,
      io continuo a respirare,
      a cercare tra le rovine un angolo di verità,
      un angolo in cui posso essere solo io,
      senza trucco, senza risate forzate,
      senza il palcoscenico che mi chiede di essere altro.


      (dal Libro "Benvenuti al Circo", di Marcella Boccia)
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      4 min
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