Couverture de Focus ESG

Focus ESG

Focus ESG

De : Agenzia di Stampa ITALPRESS
Écouter gratuitement

À propos de ce contenu audio

Focus ESG: l'appuntamento dedicato alla sostenibilità e alla finanza responsabile. Con Marco Marelli analizziamo temi centrali come ambiente, inclusione e governance, offrendo spunti e riflessioni per comprendere come le scelte economiche possano influire sul futuro del pianeta e della società. Ogni episodio affronta le sfide e le opportunità della transizione verso un modello più equo, giusto e sostenibile, fornendo strumenti per un cambiamento concreto.Agenzia di Stampa ITALPRESS Economie Management Management et direction Science Sciences de la Terre
Épisodes
  • Focus ESG - Episodio 73
    Mar 4 2026
    MILANO (ITALPRESS) - ll Medioriente è in fiamme. Il Qatar, secondo produttore di gas liquefatto, è arrivato a fermare gli impianti. Il petrolio rimane un vettore energetico resiliente, arriva da più di 80 fornitori nel mondo, ma comunque è esposto sul prezzo. In Europa siamo troppo scoperti sull’energia. Le fonti rinnovabili, su cui tanto si è investito, in scenari di crisi, purtroppo non sono risolutive. In un mondo sempre più energivoro, soprattutto per l’innovazione legata all’intelligenza artificiale che ne consuma davvero tanta, bisogna cambiare approccio. L’intelligenza artificiale nella sua espressione fisica genera gli umanoidi, che avranno risvolti sulla dimensione sociale ed economica con impatti rilevanti, che possono arrivare a breve: dal supporto per l’invecchiamento della popolazione all’impiego nella manifattura, portando a riduzione dei costi produttivi con riflessi sociali pesanti. E attenzione anche alle potenzialità degli umanoidi nel settore militare. Settore militare su cui tanto ora si sta investendo. Oggi siamo davanti a un cambio di paradigma sulla sostenibilità intesa come capacità di resilienza del sistema. L’acronimo ESG legato alle dimensioni ambientali, sociali e di governance deve essere letto come energia, security e governance. Siamo in SOS e tutto è fortemente connesso e legato. Bisogna avere più consapevolezza degli interessi in gioco in un mondo sempre più spaccato tra occidente ed oriente. In Europa va ripensato l’approccio su energia ma anche si deve intervenire immediatamente sull’intelligenza artificiale nel suo più ampio spettro, compresi gli umanoidi che sono entrati già al lavoro nella prima fabbrica europea, quella di BMW di Lipsia, avendo consapevolezza che Cina e USA hanno già avviato la loro produzione. E sull’energia e i costi c’è il tema degli ETS su cui si è espressa recentemente anche la Presidente del Consiglio Meloni, perché se non gestiti rischiano di essere una zavorra troppo costosa per le aziende ma anche per i cittadini che le pagano in bollette, incidendo per oltre 3 miliardi sulla produzione energetica. L’Europa deve agire con maggiore velocità. Nella puntata 73 di FOCUS ESG ne parlano la Professoressa Monica Billio, ordinaria di Econometria all’Università Cà Foscari Venezia e Responsabile Scientifico del Centro di Competenza Transpareens e il Presidente di UNEM Gianni Murano con il giornalista Marco Marelli.
    fsc/gsl
    Afficher plus Afficher moins
    17 min
  • Focus ESG - Episodio 72
    Feb 18 2026
    MILANO (ITALPRESS) - L’Europa sta vivendo una deindustrializzazione senza precedenti anche come rapidità. Lo studio di Cefic (European Chemical Industry Council) dal 2022 al 2025 parla di una perdita di produzione di 37 milioni di tonnellate che equivalgono al 9% della capacità produttiva europea, con un impatto su 20 mila posti di lavoro diretti. Ma secondo alcuni il quadro è più nero, con 100 siti chimici chiusi, 75.000 posti di lavoro persi e 70 miliardi di euro di capacità industriale cancellati. E nel settore automotive? L’Europa perde capacità industriale a una velocità mai vista. Focus ESG ne torna a parlare dopo le dichiarazioni dell’appena eletto Presidente di Cefic, l’associazione dell’industria chimica europea e Amministratore delegato di Basf, Markus Kamieth, all’European Industry Summit tenutosi la settimana scorsa ad Anversa davanti alla Presidente von der Leyen, al Presidente francese Macron e al Cancelliere Merz. L’industria europea sta attraversando una fase di forte e rapida deindustrializzazione, con settori strategici come automotive e chimica sotto pressione per costi energetici elevati, concorrenza globale sempre più aggressiva, visione strategica più sul breve che sul lungo periodo anche da parte di manager e policy maker, quest’ultimi troppo attenti al consenso immediato. La combinazione di politiche industriali carenti, logiche di breve periodo e un sistema di tassazione ambientale penalizzante ha aggravato la competitività delle imprese europee, rallentando gli investimenti e spingendo molte produzioni fuori dai confini comunitari. Nel settore chimico, l’aumento delle importazioni soprattutto da Cina e i costi legati al sistema ETS hanno inciso sulla domanda e sull’operatività degli impianti, con effetti negativi sulla filiera manifatturiera. La crisi dell’auto con oltre 2 milioni di veicoli persi negli ultimi dieci anni evidenzia la necessità di riscoprire l’importanza dell’ingegneria e dell’innovazione di prodotto, rafforzando il tessuto industriale e la cooperazione tra politica, impresa e ricerca. Bisogna uscire dal sistema ETS, tornare a creare concreto valore e investire meglio. I temi sono affrontati nell’episodio 72 di Focus ESG da Francesco Buzzella, Presidente di Federchimica, dall’ingegnere Maurizio Reggiani, ex Maserati, Bugatti e Automobili Lamborghini, ora coinvolto in attività didattiche all’Università di Bologna con il Professore Cavina e dalla Professoressa Monica Billio, ordinaria di econometria all’Università Ca’ Foscari Venezia e Responsabile scientifico del Centro di Competenze Transpareens, con il giornalista economico Marco Marelli per sottolineare l’urgenza di politiche pragmatiche e di una governance orientata al lungo periodo per invertire la tendenza e sostenere concretamente la competitività europea.
    fsc/gsl
    Afficher plus Afficher moins
    20 min
  • Focus ESG - Episodio 71
    Feb 4 2026
    MILANO (ITALPRESS) - Il settore hi-tech continua la sua ascesa e dati e Intelligenza Artificiale si confermano i driver più rilevanti della crescita globale. Chi saprà governare dati e AI avrà un vantaggio competitivo decisivo nel futuro. E c’è chi pensa anche oltre: Elon Musk ha appena annunciato la cancellazione dei modelli S ed Y, per produrre umanoidi Optimus. Il giro d’affari del settore tecnologico e dell’Intelligenza Artificiale è infatti in rapida espansione, trainato da investimenti massicci in infrastrutture: data center, cloud computing e AI rappresentano i principali motori propulsivi, su cui convergono oltre 300 miliardi di dollari, senza considerare l’indotto. Poiché l’impatto coinvolge società, economie nazionali e industria, le cifre crescono in modo esponenziale. Le stime indicano un valore complessivo di 1.000 miliardi di dollari a livello globale, concentrato soprattutto negli Stati Uniti, in Cina e in India. Ma attenzione anche alla Corea del Sud che ha aziende fortemente impegnate nella AI e i microchip, come Samsung, che ha registrato un consolidato di 64 miliardi di euro nell’ultimo trimestre, con record storico di utile pari a 13,7 miliardi e il Gruppo Hyundai anch’esso con risultati record che nella robotica e più precisamente negli umanoidi e nei dati è molto impegnato. E l’Europa? Insegue, frenata dall’atavico problema della frammentazione. La Francia, sul fronte dei dati e dei Large Language Model, spinge con decisione su Mistral, società nata nel 2023 e sostenuta dall’Eliseo, che ha superato i 10 miliardi di euro di valutazione e punta a rafforzare una sovranità tecnologica europea. In questo scenario emerge con forza anche il tema del cloud risk: tra crisi geopolitiche, guerre e dazi, chi non dispone di infrastrutture proprie può trovarsi in difficoltà, così come chi non governa dati, qualità e interoperabilità rischia di essere spiazzato in un mondo che corre veloce e richiede risposte sempre più rapide e complesse. A ciò si aggiunge la questione energetica, perché i data center su cui si regge questa trasformazione sono anche grandi consumatori di energia. L’Italia, in questo contesto, si muove o resta ferma? Sui dati, che sono alla base di tutto, cosa è stato costruito? L’ecosistema digitale Amelia, nato dalla Fondazione Grins con il supporto del PNRR e basato su un’eccellenza italiana come Cineca, può rappresentare un tassello strategico. E in Europa, cosa bisognerebbe fare per costruire un futuro sostenibile e competitivo? Nella puntata 71 di Focus ESG, il giornalista economico Marco Marelli e il professor Matteo Cervellati, ordinario di Economia all’Università di Bologna e presidente della Fondazione Grins, discutono su questi grandi temi che promettono la più grande rivoluzione di tutti i tempi ma anche garantiscono futuro e indipendenza se si riesce a gestirli e soprattutto governarli. E questa è la sfida più importante in un mondo non solo sempre più complesso ma soprattutto dove sarà il possesso della tecnologia a fare la vera differenza.

    fsc/gsl
    Afficher plus Afficher moins
    19 min
Aucun commentaire pour le moment