Ep.4: "Glam a Roma!" - con Alessio
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Per molto tempo parlare di felicità all’interno dei contesti di lavoro è stata considerata una cosa da hippie. I recenti eventi storici hanno assegnato al benessere dei lavoratori un ruolo più centrale nel dibattito sul lavoro.
Tuttavia esiste ancora una certa resistenza nelle organizzazioni a valorizzare pienamente qualcosa di immateriale come la felicità, specie quando questa di scontra o mette a repentaglio l’efficenza.
Sebbene molti studi ne diano evidenza, non esiste ancora una prova scientifica che all’aumentare della felicità corrisponda un aumentare della produttività.
Alessio lo sostiene con convinzione “io quando sono felice lavoro meglio”.
E infatti ha creato attorno sé un contesto di lavoro in grado di assecondare la forma che per lui ha l’essere felice. Anche a scapito dei volumi, dei numeri e dei clienti, per i quali vige una rigida selezione naturale, perché se - mentre ti taglia i capelli - ai Rage Against The Machine preferisci ascoltare Renato Zero, allora è plausibile che non tornerai nel suo negozio. Ma non è solo una questione estetica: Alessio ha introdotto la settimana lavorativa corta prima che fosse cool.
Ma un‘attività votata alla felicità di chi lavora riesce anche ad essere efficiente? Alessio non nasconde che a volte dimentica di pagare le bollette e che è l’incubo dei suoi commercialisti, che lo cercano senza mai trovarlo. Ma d’altro canto, lui rivendica il suo essere artigiano e ne parla come qualcosa di antitetico rispetto al lato imprenditoriale di quello che fa.
Artigiano perché lavora con le mani, perché “lo si fa di famiglia”.
Il quarto episodio di La-vo-ro! si intitola “GLAM A ROMA!”, parla di mani, contatto, di musica e di come ci si può educare a lavorare senza dimenticarsi di sé stessi.
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