Épisodes

  • Meredith K. - Tutti i ragionevoli dubbi | Seconda parte
    Apr 14 2026
    Le indagini cambiano direzione quando emerge il nome di Rudy Guede, arrestato in Germania ed estradato in Italia. Il suo DNA è sulla scena del crimine, ma non basta a chiudere il caso: gli inquirenti continuano a sostenere che non abbia agito da solo. Intanto, Patrick Lumumba viene scagionato, mentre le accuse contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito si rafforzano, tra contraddizioni, pressioni e interrogatori discussi. Il processo mediatico esplode, trasformando il caso in un fenomeno globale. Ma tra prove controverse, errori investigativi e ribaltamenti in aula, si arriva a un esito definitivo: Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono assolti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 min
  • Meredith K. - Tutti i ragionevoli dubbi | Prima parte
    Apr 7 2026
    Il 1 novembre 2007, a Perugia, viene uccisa Meredith Kercher, una studentessa inglese in Erasmus. A dare l’allarme è la sua coinquilina statunitense, Amanda Knox. Insieme al fidanzato, Raffaele Sollecito, racconta di essere arrivata nella casa del delitto soltanto la mattina stessa, dopo aver trascorso la notte fuori insieme. Dopo un interrogatorio durato più di 50 ore, Amanda Knox dichiara però di aver mentito e afferma che, la notte dell’omicidio, si trovava anche lei nella casa e di aver sentito un grido provenire dalla camera di Meredith. Accusa inoltre un uomo, Patrick Lumumba, indicandolo come autore del delitto. Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono quindi arrestati. Sulla scena del crimine, però, le uniche tracce e impronte risultano riconducibili a un certo Rudy Guede, fuggito nel frattempo in Germania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    38 min
  • Concordia - Diario di un naufragio
    Mar 31 2026
    La notte del 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia urta uno scoglio delle Scole, a poche centinaia di metri dalla costa dell’Isola del Giglio, e inizia ad affondare, con a bordo circa 4.200 persone. Il comandante, Francesco Schettino, attende circa cinquanta minuti prima di ordinare l’abbandono della nave e allertare i soccorsi, causando un ritardo nelle operazioni di emergenza che si svolgono senza un adeguato coordinamento da parte degli ufficiali; alcuni di loro, tra cui lo stesso Schettino, abbandonano la nave raggiungendo gli scogli poco distanti. Nel frattempo, l’imbarcazione si inclina progressivamente fino a coricarsi su un fianco, con metà dello scafo sommerso, e il bilancio finale sarà di trentadue vittime. I processi successivi cercheranno di ricostruire le azioni del comandante e di accertarne le responsabilità nel naufragio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    37 min
  • Delitto Vannini - Pervicacia e spietatezza | Seconda parte
    Mar 24 2026
    Un difetto di fabbricazione della pistola sconfessa la prima versione fornita agli inquirenti da Antonio Ciontoli: il colpo verso Marco non può essere partito per sbaglio. Ciontoli cambia di nuovo versione: ha sparato per scherzo credendo la pistola fosse scarica. Perché però una volta partito il colpo sia lui che i familiari hanno provato in ogni modo a coprire quanto realmente accaduto? Se fossero intervenuti i sanitari nelle immediatezze del fatto Marco sarebbe stato salvato. Il processo tenta di ricostruire quanto accaduto quella sera a Ladispoli, chiedendosi se la famiglia abbia mai voluto, anche solo come conseguenza eventuale del proprio agire, la morte di Marco Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    31 min
  • Delitto Vannini - Pervicacia e spietatezza | Prima parte
    Mar 17 2026
    Il 17 maggio 2015 Marco Vannini viene ferito da un colpo di pistola nella casa della famiglia della fidanzata a Ladispoli, in provincia di Roma. Nei minuti successivi nessuno chiama subito i soccorsi: tra esitazioni e tentativi di minimizzare, il tempo passa mentre le condizioni di Marco peggiorano. Quando finalmente arriva l’ambulanza è ormai troppo tardi. Le indagini e i processi faranno emergere una verità fatta di silenzi e responsabilità condivise dall'intera famiglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    40 min
  • Erika e Omar - Il delitto che l’Italia non riuscì ad accettare | Seconda parte
    Mar 10 2026
    Erika e Omar vengono portati in caserma con la scusa di ulteriori chiarimenti. Ignari di essere registrati, si confrontano sulla versione da fornire agli inquirenti, finendo per confessare il duplice delitto ai danni della madre e del fratello di Erika. I due vengono quindi arrestati. Il movente sarebbe stato atrocemente banale: il desiderio di libertà. Davanti al Tribunale per i Minorenni la coppia si sfalda, accusandosi a vicenda di essere stati l’ideatore e il principale autore del delitto. Il processo proverà a rispondere a una domanda fondamentale: chi dei due era stato davvero l’ideatore? Avevano sempre agito insieme oppure tra i due esisteva una personalità dominante? E soprattutto: se Erika e Omar non si fossero mai incontrati, sarebbero stati capaci di commettere da soli quel delitto? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    22 min
  • Erika e Omar - Il delitto che l’Italia non riuscì ad accettare | Prima parte
    Mar 3 2026
    Il 21 febbraio 2001 Erika De Nardo chiama i soccorsi dopo il ritrovamento dei corpi della madre Susy Cassini e del fratellino Gianluca, raccontando di un’aggressione compiuta da sconosciuti. Per alcune ore la città e gli investigatori credono alla versione della ragazza, mentre l’opinione pubblica si stringe attorno a quella che sembra l’unica sopravvissuta. Ma le indagini iniziano presto a mostrare incongruenze: mancano prove di intrusioni e il racconto si sgretola, fino a rivelare che in casa, al momento del delitto, non c’erano estranei, ma soltanto Erika e il suo fidanzato Omar. Il caso smette così di essere una storia di criminalità casuale e diventa il racconto disturbante di un male nato dentro una famiglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    29 min
  • Erba - Il racconto di una strage | Seconda parte
    Feb 24 2026
    Olindo Romano e Rosa Bazzi ritrattano davanti al GUP le confessioni rese precedentemente. Sostengono di aver ammesso responsabilità sotto pressione, dopo interrogatori lunghi e logoranti, in un clima che li avrebbe portati a dire ciò che gli investigatori si aspettavano. Parlano di dichiarazioni rese in uno stato di forte fragilità emotiva. La ritrattazione, però, non scalfisce l’impianto accusatorio: quelle ammissioni vengono considerate coerenti e riscontrate da altri elementi raccolti durante le indagini. Il processo si conclude con la condanna all’ergastolo per entrambi, verdetto confermato in appello e in Cassazione. Eppure, negli anni successivi, attorno a quelle dichiarazioni e alla ricostruzione dei fatti continueranno ad affiorare dubbi, richieste di revisione e interrogativi mai del tutto sopiti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    28 min