Cover of Moto Guzzi — L'Aquila di Mandello

Moto Guzzi — L'Aquila di Mandello

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Sul serbatoio di ogni Moto Guzzi, da centocinque anni, c'è un'aquila ad ali spiegate. È l'aquila del Servizio Aereo della Regia Marina, e sta lì in memoria di Giovanni Ravelli: il pilota che doveva correre per la nuova casa motociclistica e che morì in un volo di collaudo l'11 agosto 1919, un anno e sette mesi prima che l'azienda esistesse. In questo episodio ripercorriamo tutta la storia della Moto Guzzi, la più antica casa motociclistica europea ancora in produzione ininterrotta. Il patto stretto in guerra nella squadriglia di idrovolanti della Regia Marina a Venezia da Carlo Guzzi, Giorgio Parodi e Giovanni Ravelli. L'atto costitutivo del 15 marzo 1921, firmato a Genova davanti al notaio Paolo Cassanello con 500.000 lire di capitale, di cui 460.000 messe dall'armatore Emanuele Vittorio Parodi. Le 17 "Normale" costruite nel primo anno, la Milano-Napoli e la Targa Florio del 1921. La G.T. che nel 1928 arriva a Capo Nord per collaudare il telaio elastico. La doppietta di Stanley Woods al Tourist Trophy del 1935, la prima Senior TT vinta da una moto italiana. La galleria del vento progettata nel 1950 e prestata gratis alla concorrenza. La Otto Cilindri da 285 km/h. E i 3.329 successi ufficiali, i 14 titoli mondiali — otto piloti e sei costruttori — e gli 11 Tourist Trophy con cui la casa si presenta al patto di astensione del 1957. Nel secondo capitolo, l'ingegno e le corse. Il "Guzzi Incident" del 1926, quando Pietro Ghersi perse il secondo posto al Tourist Trophy per una candela; la doppietta di Stanley Woods al TT del 1935, la prima Senior vinta da una moto italiana; Omobono Tenni, primo italiano a vincere sull'isola nel 1937, "il diavolo nero". La galleria del vento progettata nel 1950 e prestata gratis alla concorrenza, la Otto Cilindri da 285 km/h, i 14 titoli mondiali — otto piloti e sei costruttori — e il patto di astensione del 1957. Poi il crollo del mercato travolto dall'automobile, e il bando ministeriale del 23 maggio 1963 — centomila chilometri senza guasti, col minimo costo di manutenzione — che la V7 di Giulio Cesare Carcano vince, salvando la fabbrica con il bicilindrico a V di 90° trasversale. Fino alla conquista dell'America: le due V7 provate dalla polizia di Los Angeles nel 1968, il sergente Scotty Henderson a Mandello, le dieci V7 Police del 1969 e la nascita del nome California. Nel terzo capitolo, le mani che cambiano. La SEIMM con l'IMI dietro le quinte dal 1° febbraio 1967, la V7 Sport di Lino Tonti e il record di 46.487 moto nel 1971. De Tomaso dal 1973, la 850 Le Mans, il Dottor John e la Daytona, il minimo storico di 3.274 unità nel 1993. Aprilia il 14 aprile 2000 per 65 milioni di dollari, il Gruppo Piaggio dal 30 dicembre 2004. Infine il centenario, la V100 Mandello presentata a EICMA il 23 novembre 2021 come prima moto al mondo con aerodinamica adattiva, e il nuovo stabilimento e il nuovo museo di Mandello del Lario aperti alle Giornate Mondiali dal 3 al 6 settembre 2026. Questo podcast fa parte di Hypercast Network — Per proposte commerciali scrivi a: r.verrengia@hypercast.studio Temi trattati: Moto Guzzi, Carlo Guzzi, Giorgio Parodi, Giovanni Ravelli, Mandello del Lario, Bicilindrico a V Trasversale, Giulio Cesare Carcano, Lino Tonti, Tourist Trophy, Stanley Woods. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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