Apri il frigorifero di casa tua e leggi i nomi sulle confezioni. La mozzarella Santa Lucia. Lo stracchino Vallelata. Il Bel Paese. Il formaggino Invernizzi. Il taleggio Cademartori. Il pecorino Locatelli. Il latte Parmalat. Sono sette marchi italianissimi, quelli che comprava tua madre e che compri anche tu. Appartengono tutti alla stessa azienda, e quell'azienda è francese. In questo episodio ricostruiamo per intero come è successo, senza scorciatoie e senza allarmismi. Perché il fatto scomodo è che nessuno ci ha rubato niente: ogni singolo marchio è stato venduto, da chi lo possedeva, a un prezzo concordato. E in metà dei casi chi vendeva non era nemmeno italiano. Nel primo capitolo, i pionieri: la Valsassina sopra Lecco, dove le grotte naturali stanno tutto l'anno fra i cinque e i sette gradi. Lì, nel 1860, nasce la Locatelli; nel 1882 Egidio Galbani, figlio di un fabbro, mette in commercio una robiola pensata per battere i formaggi molli francesi che invadevano il mercato italiano, e nello stesso anno Eugenio Cademartori comincia con il taleggio. Poi Melzo, il Bel Paese del 1906 col ritratto di Antonio Stoppani sull'etichetta, la società anonima del 1920, l'uscita del fondatore nel giugno 1926 e la revoca a verbale del 7 ottobre 1928. E il miracolo economico: il frigorifero che passa dal 3% delle case italiane del 1955 al 94% del 1975, Carosello, "Galbani vuol dire fiducia", la Santa Lucia del 1956, Romeo Invernizzi e Susanna Tuttapanna, la mucca del formaggino Milione che ebbe tanto successo da diventare lei stessa un formaggio. Nel secondo capitolo, le mani che passano: la Locatelli venduta a Nestlé nel 1961, il buco nero del 1974 — la Galbani ceduta a quattro finanziarie fra Lussemburgo e Liechtenstein dai proprietari ignoti, per quindici anni senza un padrone conosciuto —, la Invernizzi a Kraft nel 1985, IFIL e Danone nel 1989, il leveraged buy out di BC Partners del 2002 spiegato semplice. E Laval 1933: i Besnier, il gruppo che nel 2024 ha superato i 34 miliardi di dollari di ricavi e non è quotato in Borsa, il miliardario invisibile, la raccolta dei marchi italiani fino alla Galbani del gennaio 2006, comprata in quindici giorni. Nel terzo capitolo, il banco frigo francese: Parmalat 2011, costata 3,745 miliardi di euro, il decreto anti-scalate che non fermò nulla, l'operazione LAG con il suo esito giudiziario esatto, il delisting da Piazza Affari il 5 marzo 2019. Il contesto — Buitoni e Perugina, San Pellegrino, Star, Peroni — e la fotografia di oggi: 3,3 miliardi di fatturato in Italia, 30 stabilimenti, oltre 5.300 dipendenti, circa 1,3 miliardi di litri di latte italiano comprati ogni anno. E quello che nessun contratto può spostare: le DOP, legate alla terra per legge. Questo podcast fa parte di Hypercast Network — Per proposte commerciali scrivi a: r.verrengia@hypercast.studio Temi trattati: Galbani, Santa Lucia Mozzarella, Vallelata, Invernizzi, Locatelli Formaggi, Cademartori, Taleggio Valsassina, Lactalis, Emmanuel Besnier, Famiglia Besnier. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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